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La filodiffusione. La radio nel telefono

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Il 4 Gennaio 1959 il telefono cominciò a trasmettere… musica. Grazie alla Filodiffusione.

Il sistema ebbe origine in Svizzera, nel 1931, come soluzione al problema di trasmettere il segnale radio attraverso un territorio che per naturale conformazione poco si prestava alle onde radio.

La SIP (Società Italiana per l’Esercizio Telefonico), l’antenata della Telecom, aveva siglato nel 1958 un contratto con la RAI per offrire la possibilità agli abbonati di ascoltare i programmi delle tre reti radiofoniche, Filomusic un programma di musica leggera e Auditorium uno/due canali di musica classica in stereofonia.

Il tutto per 27.000 lire a cui andavano aggiunte altre 15.000 lire per l’apparecchio adattatore-rivelatore del segnale. Il prezzo non era bassissimo e il “filo” non copriva tutta la penisola, forse per questo gli abbonati non raggiungevano le diecimila unità, ma nel 1966 il costo del servizio venne ridotto di due terzi e la rete fu potenziata. Nel giro di pochi anni gli abbonamenti raggiunsero i 240.000 per poi arrivare al mezzo milione, decretando il successo della radio via cavo.

Tecnicamente la Filodiffusione si può tradurre come la Radio trasmessa attraverso una rete telefonica. Per funzionamento è simile all’ADSL: la trasmissione viene effettuata con una larghezza di banda di 15 kHz e al doppino telefonico va collegato uno speciale ricevitore. Il segnale via cavo negli anni ’60 era in grado di garantire un suono limpido niente a che vedere con la monofonica radio AM (modulazione di ampiezza) che spesso lasciava a desiderare.

La Filodiffusione negli anni 80, visto il successo della modulazione di frequenza (FM) e delle radio private, trovò nuova linfa vitale nel segmento della musica classica. La qualità, sia del suono che dei programmi musicali ha rappresentato da sempre un vanto per questa tecnologia che a breve festeggerà i 50 anni di diffusione. Dal 1996 RadioRai trasmette la “Filodiffusione” anche in forma digitale sfruttando le nuove tecnologie e tutto quello che volete sapere è sul sito www.filodiffusione.rai.it dove ascoltatori e addetti ai lavori sono legati da un “filo” diretto di interazione.

Ma solo chi è vintage dentro può ascoltare ancora la “filo” tradizionale via telefono. Basta chiamare la Telecom e sottoscrivere l’abbonamento di… 2,07 euro l’anno.

Troppo vintage…