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Commodore VIC-20, il capostipite degli home computer

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A tutti gli effetti è il capostipite di una fortunata serie, seguito dal C-16 e dal famosissimo e diffusissimo C-64, che del VIC-20 avevano preso oltre all’aspetto alcune significative soluzioni interne.

Comunemente indicato come “Friendly computer” era un home computer ampiamente diffuso. Commercializzato a partire dal 1980, veniva inizialmente venduto per meno di 300 dollari. Fu il primo computer a vendere più di un milione di esemplari con picchi di produzione di quasi 250 mila pezzi al mese, record poi surclassati dal suo successore Commodore 64.

Il nome VIC sta per “Video Interface Chip”, il venti è approssimativamente la quantità massima di memoria disponibile. In Germaia però il nome divenne VC-20 dove la sigla stava per “Volks Computer” (computer popolare).

Le prime versioni, oggi ricercatissime, presentavano qualche problema di surriscaldamento, risolto poi a metà del 1981 con l’introduzione di un dissipatore maggiorato. Erano caratterizzate soprattutto dalla tastiera derivata dalle versioni PET, cosa che gli fece guadagnare il nome di “VIC-20 PET style”. Sul finire dell’81 venne introdotta una nuova tastiera con i tasti dal profilo arrotondato, caratteristica che ritroviamo anche nei successivi C-16 e C-64.