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Google, ossigeno dalla trimestrale

La trimestrale Google è ossigeno puro per il portafoglio degli investitori: i numeri sono in positivo, superano le attese degli analisti e tornano a far volare le azioni nelle contrattazioni after-hour. La crescita, però, è in evidente rallentamento

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Dopo le debacle di eBay e Nokia tutte le aspettative erano su Google: se c’era un gruppo che poteva iniettare un minimo di positività sui mercati, infatti, era proprio quello di Mountain View, il quale dalla quotazione in borsa ad oggi ben raramente ha deluso gli investitori. La trimestrale Google non solo è stata all’altezza delle aspettative, ma ha anche superato le stime degli analisti permettendo al titolo di recuperare terreno nel mercato after-hour.

L’introito netto diluito è stato di 4.75 dollari per ogni singola azione (1.35 miliardi di dollari complessivi). Le aspettative si erano fermate a 4.11 (1.07 miliardi, probabilmente anche in ossequio alla maturata difficoltà generalizzata dei mercati), il che ha generato il sentimento positivo che ha riportato la domanda a spostarsi sulle azioni di Mountain View. Le entrate complessive, inclusive del dovuto ai partner nell’advertising, hanno raggiunto quota 5.54 miliardi. Tale cifra configura un trend di crescita del 30% rispetto al secondo trimestre del 2007, ma rappresenta altresì un risicato +3% rispetto al trimestre precedente. Difficile, insomma, pensare che sia tutto rosa e fiori: sebbene il mercato non abbia ancora risentito (nel trimestre di riferimento) delle difficoltà oggi conclamate, i problemi potrebbero solo essere spostati al prossimo appuntamento

Jeffrey Lindsay, analista Sanford Bernstein, definisce «fantastiche» performance simili in un contesto finanziario come quello odierno. Anche in questo caso, però, si tende ad ignorare come la trimestrale fotografi lo stato dei fatti quando la situazione generale scricchiolava, ma ancora non metteva paura ai vertici del sistema monetario internazionale. Concreto Eric Schmidt: «Mentre siamo realisti circa la difficile situazione dell’economia globale, continueremo a gestire Google sul lungo periodo, portando avanti migliorìe in ricerca e advertising, ed investendo inoltre in aree di futura crescita quali enterprise e mobile».

Fin da quando il Nasdaq ha iniziato il proprio declino, i vertici di Mountain View hanno comunicato sicurezza agli investitori: la posizione di leadership di Google e la bontà economica delle sue strutture sono le migliori garanzie di fronte alle ipotesi recessionistiche che si fanno largo nelle cronache di questi giorni. L’utenza continua a cercare sul web e, secondo le analisi interne del gruppo, Google è il gruppo che meno di ogni altro subirà le ristrettezze negli investimenti degli inserzionisti. Ad inizio 2008 le azioni erano a quota 700 dollari circa. Oggi si aprirà attorno a quota 380 dollari, dopo che nei giorni scorsi la resistenza dei 300 dollari è stata messa alla prova più e più volte.