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All’Università La Sapienza di Roma si discute di IPTV 2.0

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Al Centro Congressi di via Salaria dell’Università La Sapienza di Roma si è discusso delle nuove forme integrate di Internet e piccolo schermo che daranno vita all’IPTV 2.0, che invece di passare sul computer va in televisione.

L’IPTV 2.0 diventerà, secondo queste ultime analisi, la protagonista assoluta nel soggiorno di casa grazie alla convergenza computer-televisione attraverso IPTV e Media Center, con un occhio di riguardo al ruolo degli standard aperti e del software libero per favorire la domanda di banda e servizi connessi.

Ne hanno parlato diverse personalità, a vario titolo implicate nello sviluppo dell’IPTV 2.0, da Rufo Guerreschi (Telematics Freedom Foundation e Parco Telematico dell’Audiovisivo) che ha insistito sul ruolo del software libero e degli standard aperti, a Robert Castrucci dell’ISIMM (Istituto Media Economia Società Istituzioni) che ha sottolineato come la televisione tradizionale non andrà in pensione, anzi:

“il piccolo schermo cambierà perché aumenterà nel numero di attori in campo, ma solo per giocare tutti la stessa partita verso la liberalizzazione del settore”.

Con la possibilità che si apra il mercato a una pluralità di emittenti, con conseguente disorientamento dello spettatore. Ma in questo caso, conclude Castrucci:

“Che male c’è: ciascuno può dire la sua. Ma il punto è: chi ti ascolta? Anche quando domani avremmo 100mila emittenti, a che pro? Sarà come sempre la pigrizia anche nell’uso del telecomando a fare la differenza”.