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Game.com, la sfortunata Console PDA

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Incentivata dall’enorme successo commerciale del Game Boy, la Tiger Electronics progettò una console portatile dalle caratteristiche analoghe, sebbene prevalentemente rivolta ad un pubblico di giovani adulti.

Battezzata come Game.com, fece la propria comparsa sul mercato nel 1997.

I primissimi modelli erano caratterizzati da due slot sul lato destro per l’inserimento delle cartucce di gioco o, in alternativa, da un modem da 14.4 Kbps che consentiva di connettersi, tramite presa telefonica, al costoso Internet Service Provider dedicato.

Si trattò di una mossa azzardata per l’epoca, che portò ben presto la stessa azienda a rivedere i propri prototipi e ad adeguarsi ai più comuni standard ad un singolo slot, già dalle versioni immediatamente successive.

Game.com introdusse, tuttavia, interessanti note distintive quali uno schermo LCD in touch screen e diverse funzioni organizzative integrate, come un calendario, una calcolatrice, e una rubrica telefonica (con la possibilità di inserire, per ogni nominativo, la residenza e l’eventuale indirizzo di posta elettronica).

Ciò nonostante, Game.com fu un incredibile flop commerciale.

A parte alcuni limiti di ordine puramente tecnico, come la ridotta risoluzione del sensore del touch screen, e lo scarso numero di giochi disponibili (non più di venti titoli totali), fu la stessa Tiger Electronics a condurre una campagna di marketing decisamente aggressiva.

Basti pensare allo slogan pubblicitario: “It plays more games than you idiots have brain cells” (In Italiano, suona più o meno come “Possiede più giochi di quante cellule cerebrali abbiate voi idioti”).

Non stupisce, quindi, che Game.com sia stata ritirata dal mercato già nel 2000, sfiorando appena le 300.000 vendite e piazzandosi fra le console-PDA meno vendute in assoluto.