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L’ICANN condanna, ma deve ritrattare

Lo strano caso di EstDomains, registrar che ha contribuito alla registrazione di decine di migliaia di domini utilizzati in maniera maligna, la cui attività è stata sospesa dall'ICANN salvo poi essere congelata per inconsistenza delle prove

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L’ICANN, l’organismo internazionale che sorveglia e regola tutto ciò che riguarda l’assegnazione dei domini in rete, è dovuto tornare su una sua decisione ritrattando nello stretto arco di 24 ore: dopo aver revocato la licenza alla EstDomains, ha dovuto fare un passo indietro e sospendere il provvedimento per completare le indagini.

La questione ruota intorno al presidente della EstDomains, Vladimir Tsastin, condannato nel suo paese (l’Estonia) per frode con carta di credito e riciclaggio di denaro sporco. La sentenza era stata emessa in Febbraio ma è arrivata con estremo ritardo all’ICANN che, appena ha potuto, ha preso provvedimenti. Nelle 24 ore dalla revoca però i membri di EstDomain hanno comunicato (pdf) che ormai da tempo Tsastin non è più alla guida della compagnia.

Le accuse più pesanti nei confronti dell’operato dell’ex numero uno di EstDomains vengono da Mikko Hypponen, esperto di F-Secure che dal 2005 indaga le attività della società annotando come come il gruppo abbia da quel momento «registrato decine di migliaia di domini maligni».

Non solo EstDomains ha fatto appello contro la decisione preliminare del giudice: anche lo stesso Tsastin non sarebbe d’accordo con le accuse a lui rivolte. La sensazione nell’ambiente sembra essere quella per cui, non essendoci al momento prove inconfutabili, sarebbe meglio se l’ICANN trovasse un modo per condannare EstDomains, gruppo che indubbiamente negli anni ha ospitato centinaia di criminali informatici russi e ucraini. Nel contempo l’organismo internazionale cercherà un registrar per i 280.000 domini lasciati presumibilmente orfani dalla EstDomains.

La società al momento si difende sostenendo di non essere tenuta in alcun modo a comunicare il cambio di presidenza e che, stando le accuse mosse a giustificazione della sentenza, il provvedimento è da considerarsi ingiusto.