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Barack Obama e il peer to peer

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Da poche ore gli USA hanno eletto il loro 44° Presidente. Si tratta del democratico Barack Obama che, durante il suo primo discorso da presidente degli Stati Uniti d’America ha ringraziato l’intera comunità degli internauti che l’ha ampiamente sostenuto diffondendo il suo credo politico in Rete.

Il neo presidente è un sostenitore della neutralità della Rete perché capace di preservare la concorrenza in Internet, ma il suo vice Biden, è stato un co-fondatore del congresso antipirateria denominato “Caucus”.

La domanda sorge spontanea, diceva qualcuno, ed è lecito chiedersi quale sia la sorte che due degli uomini più potenti del pianeta riserveranno al P2P.

In una relazione sull’innovazione tecnologica della Rete, Obama ha dichiarato di non voler creare alcuna discriminazione tra i siti disposti a pagare per la banda larga e quelli che non hanno le risorse economiche per farlo.

Il presidente è contrario a tali differenze che potrebbero agevolare i portali “più veloci” (nel senso che sfruttano la banda larga) aumentandone il bacino di clienti, e penalizzare nello stesso tempo i siti che non dispongono di queste velocità.

Barack Obama ha ribadito che nessun Internet Service Provider deve addebitare costi aggiuntivi senza il consenso dell’utente, al fine di privilegiare certi siti anziché altri.

Mediante tale strategia si garantiscono i nuovi operatori contro l’egemonia dei “colossi storici” di Internet.

Pertanto Obama sembra deciso a “dedicare” la banda larga a tutte le applicazioni (P2P compreso) senza alcuna differenza, perché l’internauta deve esser libero di poter utilizzare qualsiasi applicazione.

Il repubblicano John McCain invece, nella sua travagliata campagna elettorale, aveva usato dure parole per gli sharer affermando che un duro contrasto alla pirateria digitale rientrava tra i suoi obiettivi politici primari.

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