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Baidu fa ammenda e risponde alle accuse

Baidu si scusa pubblicamente per aver accettato soldi da società farmaceutiche non autorizzate, favorendone così il posizionamento all'interno dei risultati di ricerca, e promette di eliminarle dal proprio database. Il titolo continua il proprio tracollo

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Il motore di ricerca cinese Baidu incassa il colpo e ammette pubblicamente di aver accettato denaro da società farmaceutiche non autorizzate, favorendone così il posizionamento all’interno dei risultati di ricerca. L’accusa, partita dalla televisione cinese, viene quindi formalizzata e il motore di ricerca si ripromette di eliminare dal proprio database tutte le società che non rispondono ai prerequisiti, impegnandosi nel contempo a collaborare con la giustizia per le attuali e future investigazioni.

A differenza di molti altri motori di ricerca concorrenti quali Yahoo e Google, Baidu si contraddistingue per la possibilità di acquistare alcune parole chiave e forzare così il posizionamento all’interno dei risultati di ricerca. Secondo quanto riportato dalla televisione cinese CCTV, il direttivo di Baidu ha ammesso ufficialmente di aver accettato denaro anche da società farmaceutiche non autorizzate, dichiarando inoltre come gran parte dei dipendenti addetti al marketing fosse a conoscenza del fatto. Al tempo stesso, però, Baidu nega ogni qualsivoglia penalizzazione per i siti poco propensi ad investimenti pubblicitari sul portale: tale pratica è stata rigettata con forza, in difesa del buon nome del gruppo ed a tutela della bontà del sistema.

Si stima come ben il 10/15% delle entrate del portale si basino sulla pubblicità di materiale farmaceutico e le ultime disavventure hanno visto il titolo legato alla società perdere il 20% del suo valore in poche ore. Nelle stesse ore il database del motore veniva ripulito non soltanto degli advertiser non autorizzati, ma anche di quei siti che vendevano medicinali senza autorizzazioni e senza pubblicità: il tutto nel buon nome di Baidu e dell’affidabilità delle SERP.

In giornata il titolo aprirà nuovamente all’insegna del tracollo, con il pre-market che segna già -14.57%.