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UK: Google Street View non viola la privacy

Il servizio Google Street View non violerebbe le leggi locali in materia di privacy e pertanto non verrà chiuso. Lo stabilisce il garante della privacy britannico in merito alle istanze presentate da parte di Privacy International e da alcuni cittadini

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Nonostante le numerose lamentele giunte da parte dei cittadini e un esposto ufficiale firmato dall’organizzazione non governativa Privacy International, il servizio Google Streer View non violerebbe le normative sulla privacy contenute nel Data Protection Act, documento che stabilisce le regole per il trattamento delle informazioni sensibili relative agli abitanti del Regno Unito. Lo ha stabilito il garante della privacy britannico Information Commissioner Office (ICO). Google Street View continuerà quindi, con tutti i provvedimenti del caso, ad offrire il suo prezioso servizio; chiuderlo avrebbe infatti rappresentato un atto sproporzionato rispetto al rischio relativamente piccolo di violazione della privacy.

Google Street View ha preso vita in Gran Bretagna nel mese di marzo, offrendo la possibilità di effettuare una visita virtuale delle 25 principali città grazie ad una serie di immagini opportunamente catturate attraverso alcune videocamere montate sulle così chiamate “Google Car”. Le fotografie realizzate lungo le strade e le vie ritraggono inevitabilmente, oltre ai luoghi pubblici, targhe automobilistiche e volti delle persone; nonostante le persone ritratte e le targhe siano opportunamente offuscate per questioni di riservatezza, qualcosa inevitabilmente a volte sfugge al controllo. Ha fatto il giro del globo la causa intentata contro Google da parte di due coniugi statunitensi per violazione della privacy, dopo che la loro tranquilla dimora era stata esposta agli occhi di tutto il mondo. Non mancano poi storie dalle sfumature paradossali nate attraverso le immagini di Google Street View, come il caso di divorzio voluto da una donna dopo aver visto l’auto del marito parcheggiata davanti alla casa di un’altra donna, oppure il caso degli abitanti di Broughton, cittadina inglese i cui abitanti si sono mobilitati per impedirle alle “Google car” di svolgere il proprio lavoro, con il timore che i ladri potessero sfruttare il servizio per progettare i loro atti criminosi.

La decisione del garante alla privacy trova una spiegazione più dettagliata attraverso le parole di David Evans, Senior Data Protection Practice Manager a ICO: «Google Street non contravviene al Data Protection Act e in ogni caso sarebbe contro l’interesse pubblico fare un passo indietro nella tecnologia. […] In un mondo dove la maggior parte delle persone usano Twitter, Facebook e i blog, è importante far prevalere il senso comune nei confronti di Street View e della limitata intrusione nella privacy che può causare».

Google dal canto suo promette una maggior attenzione nella protezione della privacy dei cittadini e una tempestiva rimozione delle immagini incriminate: «prendiamo in seria considerazione la privacy in Street View», ha riportato un portavoce della società, «e abbiamo preso accordi con ICO nel portare avanti il processo. Riconosciamo che una piccola minoranza di persone potrebbe non gradire la presenza della loro casa nel servizio ed è per questo motivo che abbiamo creato degli strumenti di rimozione facili da usare».