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Bang & Olufsen Beogram 1200, gira il disco con stile

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Riponete per un momento il vostro iPod e lasciatevi prendere dall’emozione di sentir girare un vinile.

Probabilmente ai più giovani di voi manca del tutto questo tipo di esperienza se non avete almeno curiosato fra gli LP di qualcuno più attempato.

Il vinile sembrava morto pochi anni fa ma grazie agli audiofili, ai nostalgici, ai collezionisti, e soprattutto agli amanti del vintage, sta indubbiamente vivendo una nuova giovinezza e le vendite di 33 giri (ristampati) sono tornate a salire.

Se volete riscoprire il calore del suono analogico, quello che presentiamo oggi è un giradischi che ha fatto storia a sè, probabilmente non il migliore in senso assoluto ma, a parer mio, il più bello: il Beogram 1200 della danese Bang & Olufsen.

Il design originale della serie 1200 firmata da quel mostro sacro di Jacob Jensen risale al 1969 e dal 1972 fa parte della collezione permanente del MoMA (Museum of Modern Art) a New York insieme ad altri oggetti curati dal grande designer danese.

Anche se Bang & Olufsen ha sempre sfornato prodotti d’elite, il Beogram 1200 si collocava nella fascia media della sua offerta. Il Beogram siglato 1202 e prodotto dal 1972 al 1974, pur conservando intatta l’estetica, ereditò la meccanica dei modelli top di gamma e, nel caso ne aveste meditato l’acquisto, è sicuramente il modello su cui puntare.

Il Beogram si presenta sobrio e pulito, con il piatto in alluminio e piccoli i distanziatori in gomma, il selettore della velocità del disco (a 33 o 45 giri) e il braccetto elettromeccanico, il tutto ospitato in un semplice case in legno (di teak o palissandro) o in una rara versione laccata bianco.

Se dal punto di vista estetico le doti sono evidenti, vero punto di forza sul versante sonoro è rappresentato dalla puntina sp-14 in diamante che già all’epoca permetteva tre diverse regolazioni di appoggio e il controllo dell’antiskating (ovvero la compensazione della forza che spinge la testina verso il centro del disco).

Forse i più attenti avranno notato questo oggetto in un recente spot dell’Enel, dove sta a rappresentare una delle “vecchie abitudini”.