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Seeqpod sbandiera l’interesse di Microsoft

La compagnia implicata in nuove forme di ricerca verticale sugli mp3 ha messo sulla propria home page un avviso di prossima ristrutturazione e un link alla pagina delle ricerche di Redmond. In vista c'è un'acquisizione totale oppure parziale

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Seeqpod, la startup che si è fatta notare per il sistema in grado di spulciare tutta la rete alla ricerca di file mp3 ospitati su diversi siti per trasformarli in versioni in streaming da sentire al volo, ha in ballo un’importante trattativa con Microsoft.

A riferire la cosa non solo c’è un link presente sulla home page di Seeqpod che alla parola “metamorphosis” collega il sito delle ricerche di Microsoft, ma anche diverse voci che danno il gruppo al momento impegnato in colloqui con Redmond. Per l’ex società di Gates una simile opportunità arriva a poco dal lancio del nuovo motore di ricerca e potrebbe essere uno dei tanti modi di migliorare le ricerche verticali, cioè quelle tematiche ed indirizzate a specifiche aree di interesse.

Invece per Seeqpod Microsoft sarebbe una benedizione. La compagnia, infatti, nonostante il buon funzionamento del proprio software e la sua carica innovativa, è oberata di cause e ha già dovuto dichiarare bancarotta sebbene TechCrunch sostenga che i suoi creatori abbiano fatto bene i loro calcoli: non avendo file mp3 sul proprio server, il team SeeqPod non dovrebbe essere perseguibile (come Google, anch’esso semplicemente indicizza materiale già in rete).

In passato il software Seeqpod era stato utilizzato in virtù delle sue API libere come base per Songerize o Bandloop e ora invece sembra che voglia far sapere a tutti il suo possibile legame con Microsoft. Da parte sua invece Redmond in caso di acquisto dovrebbe mandare all’aria Seeqpod come motore di ricerca a se stante proprio per evitare di dover portare avanti tutte quelle cause (principalmente con Warner ed EMI) che hanno mandato anzitempo il servizio in stato di bancarotta.

Un’altra ipotesi invece è che Seeqpod non sia venduta (o acquistata) in un blocco unico e che invece venda a caro prezzo diverse porzioni del proprio prezioso codice a diverse compagnie. È parere di molti infatti che le soluzioni della compagnia possano risultare utili non solo nell’ambito musicale, ma anche riguardo altre tipologie di contenuti.