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Avanza la battaglia di Sarkozy al P2P francese

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Europa sempre più severa nei confronti di chi scambia materiale protetto da diritti d’autore sui circuiti peer-to-peer.

Questo è il quadro che esce da uno sguardo a quanto accaduto di recente nel Vecchio Continente.

Prima lo storico processo svedese ai fondatori di The Pirate Bay, concluso con una condanna e che ha portato ad una simile azione legale anche nel nostro paese, poi l’adozione di misure restrittive da parte di Mininova, altro celebre torrent tracker olandese, infine il passo avanti verso la definitiva approvazione della riforma Sarkozy per regolamentare il file sharing francese.

Con 296 voti a favore e 233 contrari, l’Assemblée Nationale si è pronunciata in favore di una serie di norme che coinvolgeranno gli Internet Service Provider in provvedimenti contro coloro che verranno sorpresi ad utilizzare la rete come territorio di scambio per materiali protetti.

Ogni qualvolta ad un ISP verrà segnalato un indirizzo IP ritenuto colpevole, questo dovrà ammonire il proprio cliente attraverso email.

Nel caso in cui il comportamento non cesserà, si passerà ad una raccomandata spedita direttamente presso l’abitazione e ancora, se anche tale provvedimento risultasse vano, alla disconnessione dell’utenza per un periodo variabile tra due mesi e un anno.

La palla arriva ora nelle mani del Senato francese, chiamato a porre il sì definitivo al pacchetto di norme o a respingerlo al mittente per l’apposizione di modifiche.