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Perchè “Bing”?

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Chiudete gli occhi e ascoltate: “bing!

Cos’era? Difficile a dirsi. Un colpetto. Ma era un oggetto piccolo, leggero. E il colpo è stato rapido. Una superficie lucida, lineare, metallica. Il suono è stato argentino, si è consumato in un attimo. Qualche vibrazione nell’aria e poi è scomparso.

Dietro ad un nome c’è tutto questo.

“Google” aveva un significato. Non era un suono significativo in sé, ma nasceva invece da un termine matematico: si è basato sulla logica fin dal primo minuto ed il suono derivante dal nome non poteva certo esaurisi in sé stesso. Bing nasce in modo differente, intende essere differente e si differenzia fin dal primo “bing”. Perché Bing è un suono onomatopeico.

Steve Ballmer ha spiegato che è un suono semplice, veloce e universale. Tutti lo capiscono e tutti comprendono presumibilmente lo stesso significato da quel suono. Perchè la “B” è occlusiva, “I” indica un suono acuto, “NG” simula un riverbero. Bing è per forza di cose un suono che va immediato alla conclusione, e lo fa senza bassi e senza ritmo: un colpo solo.

Dietro il nome c’è tutto quel che Bing vuole essere. E se ancora suona male, perchè la mente non lo associa ad alcuna funzione logica, è solo una questione di tempo. Basterà leggere più e più volte Bing, e poi Bing, e ancora Bing, ed il logo si incastrerà nel cervello collegandosi ad una funzionalità e ad un significato specifico.

Il 3 Giugno saranno molti i “bing” sui server Microsoft. Fino ad allora non resta che scrutarne la superficie.