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Ridotto del 15% lo spamming negli USA

Attraverso un ordine restrittivo verso un Internet Service Provider statunitense, la FTC ha ridotto del 15% circa lo spamming prodotto negli Stati Uniti. I livelli di spam torneranno ad aumentare a breve, mentre l'ISP dovrà affrontare un processo

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Un nuovo importante passo avanti nell’infinita lotta allo spamming online giunge dagli Stati Uniti. La Federal Trade Commission (FTC) ha da poco imposto la chiusura di un Internet Service Provider sospettato di fornire pieno supporto a un’ampia rete di spammer statunitensi. Il provvedimento ha ridotto temporaneamente i volumi di spam di circa il 15%, ma la quantità di email non richieste potrebbe aumentare nuovamente già nel corso dei prossimi giorni.

Secondo gli esperti di Marshal8e6, la chiusura della scorsa settimana dell’ISP Pricewert – legato alla già nota 3FN – avrebbe ridotto sensibilmente i livelli di spam, a dimostrazione del coinvolgimento del provider nelle pratiche illecite legate all’invio di mail indesiderate e spesso fraudolente. I sistemi dell’ISP sono stati scollegati dalla Rete in seguito all’autorizzazione ottenuta dalla FTC da una Corte Distrettuale della California. I responsabili di 3FN sono accusati di aver favorito attività illegali legate alla distribuzione di virus, email di phishing, spyware e materiale pedopornografico online, senza aver disposto nel tempo alcuna misura per contrastare gli illeciti realizzati sul loro network.

Monitorando il sistema di messaggistica istantaneo ICQ, gli inquirenti della FTC hanno anche registrato alcune conversazioni compromettenti tra i clienti del provider e i responsabili di 3FN. Lo scambio di battute tra i soggetti sembra confermare un coinvolgimento diretto dell’ISP nelle attività illegali degli spammer:

– 3FN: Fratello, sto tornando a casa. Dovremmo rimandare fino a domani?
– Cliente: Facciamolo domani, non abbiamo ancora configurato tutto.
– 3FN: Capisco, avete una botnet molto grande?
– Cliente: Può raggiungerne 20mila online, a volte anche di più.
– 3FN: E che mi dici della geografia?
– Cliente: Te lo dico sicuramente. 200mila bot raggiunti oggi, 15% dei quali sono tra USA, Europa e Australia.
– 3FN: Ricevuto, mi sembra qualcosa di normale.
– Cliente: Infatti, i bot aspettano voi.
– 3FN: C’è un mucchio di fott**o lavoro da fare.

Nonostante l’evidenza fornita da alcune conversazioni registrate dalla FTC, il provider si difende dalle accuse e imputa le pratiche illecite effettuate attraverso i suoi sistemi alla presenza di alcuni clienti poco affidabili. La Corte Distrettuale della California che ha in carico la delicata questione ha programmato una prima udienza sul caso per il prossimo 15 giugno. Nel frattempo, 3FN/Pricewart dovrà rispettare l’ordine restrittivo temporaneo e sospendere dunque le proprie attività online.

Il nuovo provvedimento giunge ad alcuni mesi di distanza dalla messa al bando dell’hoster McColo, che consentì di abbattere per alcune settimane circa il 75% dello spamming prodotto negli Stati Uniti e distribuito in tutto il mondo. Le operazioni per contrastare gli spammer alla radice, precludendo loro i tradizionali accessi a Internet danno spesso buoni frutti, ma la riduzione dello spamming è generalmente molto limitata nel tempo. Spammer e utenti malintenzionati riescono a riorganizzarsi molto rapidamente cambiando nome e sfruttando i mille rivoli della Rete per tornare a invadere milioni di caselle di posta elettronica ogni giorno.