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USA e Corea del Sud in balia di un attacco informatico

Le autorità governative della Corea del Sud hanno registrato una serie di attacchi informatici su numerosi siti web istituzionali del paese asiatico. Modalità e tempistica sembrano suggerire numerose analogie con casi analoghi registrati negli Stati Uniti

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Un attacco informatico su larga scala avrebbe messo fuori uso buona parte dei siti istituzionali e governativi della Corea del Sud. Stando alle prime informazioni, ancora frammentarie, l’episodio avrebbe numerose analogie con un recente cyber-attack lanciato alcuni giorni fa negli Stati Uniti e che coinvolse diverse migliaia di computer e numerosi siti web governativi.

Nella giornata di mercoledì (8 luglio 2009) i portali della Blue House, la residenza del presidente sud coreano, del Parlamento e del ministero della difesa sono risultati offline per diverse ore. Medesima sorte per il sito web del partito conservatore Hannara, per la versione online del quotidiano Chosun Ilbo e per numerosi altri portali coreani, irraggiungibili per alcune ore sia dall’interno che dall’esterno della Corea del Sud. Le autorità del paese asiatico stanno ora conducendo una nuova serie di accertamenti per verificare le modalità e provare a rintracciare gli autori del possibile attacco informatico.

Secondo le prime ricostruzioni, numerosi personal computer sarebbero stati infettati da un virus che ne avrebbe dirottato il traffico verso i principali siti Web istituzionali della Corea del Sud, causando volumi di traffico anomali e complessi da gestire dai server dei siti governativi. Il timore è che tale cyber-attack sia stato perpetrato dal poco diplomatico governo della Corea del Nord, forse come atto dimostrativo nei confronti del poco sopportato Stato confinante da tempo amico degli Stati Uniti. Semplici ipotesi, al momento non confermate in via ufficiale dal Ministero della Difesa, incaricato di verificare le possibili responsabilità della Corea del Nord.

Le autorità della Corea del Sud hanno comunque rassicurato la popolazione e gli stessi Stati Uniti, confermando di non essere a conoscenza di alcun furto di dati sensibili dai server dei siti web governativi e amministrativi. L’attacco avrebbe dunque avuto il solo scopo di paralizzare per alcune ore i principali portali del paese, senza avere però la capacità di violare i database ospitati sui server delle istituzioni coreane. Le indagini proseguiranno nel tentativo di svolgere l’intricata matassa degli indirizzi IP e del traffico anomalo generato alla ricerca degli autori della particolare iniziativa.