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Download illegale di videogiochi: Italia al primo posto

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Secondo una relazione dell’ESA, l’Entertainment Software Association, una società che raggruppa tutti i produttori dell’industria del videogioco negli USA, l’Italia si piazzerebbe al primo posto tra i paesi con il più alto tasso di pirateria digitale per quanto concerne i videogame.

Il nostro Paese, infatti, si posiziona al primo posto per numero di copie pirata scaricate dagli utenti, seguito poi dalla Spagna, dalla Francia, dalla Germania e dalla Polonia, che insieme costituiscono i cinque paesi con il più alto tasso di pirateria tra quelli occidentali.

Secondo l’ESA sarebbero stati scaricati, nel 2008, 6,5 milioni di copie pirata: un numero di download impressionante che, a loro dire, supera addirittura il numero di vendite legali di videogame.

Un problema che si fa più pressante anche a causa dell’aumento di connessioni ad Internet veloci che si è avuto in moltissimi paesi occidentali negli ultimi tempi, cosa che incentiverebbe gli utenti a scaricare con costanza contenuti per l’intrattenimento domestico.

L’associazione si dice intenzionata a contrastare questo fenomeno, chiedendo ai governi interventi precisi e mirati, dichiarando l’assoluta emergenza per l’intero settore, dovuta proprio ai danni causati dalla pirateria.

Il punto di vista dell’ESA può anche essere comprensibile, purché non si cada nell’errore, spesso fatto in questi anni, di far coincidere una copia di un videogame scaricata dalla rete con la mancata vendita di una corrispondente copia originale.

In altre parole non è affatto detto che l’utente che ottiene una copia pirata di un videogame corrisponda a un cliente perso dalle varie software house, proprio in quanto certe politiche commerciali con certi prezzi, talvolta esagerati, difficilmente potrebbero convincere ad acquistare una copia legale chi i soldi per farlo non li ha: più facile che una buona fetta di utenti rinuncerebbe quindi del tutto ad acquistare un determinato gioco.

Questo va precisato specificando tuttavia l’assoluta volontà di non giustificare affatto il download illegale di materiale protetto da copyright. L’obiettivo di tali riflessioni è infatti solo quello di stimolare un po’ l’opinione pubblica e gli stessi produttori, nel tentativo di conciliare le due posizioni, favorendo una politica dei prezzi più “equa” da parte di quest’ultimi e al tempo stesso incoraggiando i primi a dare il giusto riconoscimento economico verso chi si impegna nella realizzazione di un prodotto complesso, come può essere un videogame.