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Un servizio come Emotionr vale ancora nell’era di Facebook?

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Per definire Emotionr un’applicazione utile probabilmente ci vuole un piccolo sforzo. È al massimo un simpatico passatempo per chi volesse far sapere al mondo come si sente di umore.

L’obiettivo, piuttosto ambizioso, è quello di “tracciare lo stato della felicità mondiale”. Ed effettivamente la parte relativa alle statistiche globali è quella più interessante, o potenzialmente interessante, del sito. Chiaramente, mancano numeri sufficienti ad avere una qualche parvenza di attendibilità.

Per il resto, l’attività principale da compiere, dopo essersi registrati, è indicare su una barra orizzontale a che punto di felicità ci troviamo e per quale motivo. I risultati vengono via via salvati in una specie di storia personale.

Ovviamente possiamo anche visualizzare la felicità degli altri, o raggiungere un gruppo. Oppure, possiamo navigare il sito per parole chiave, per scoprire cosa rende le persone contente o scontente.

Applicazioni di questo tipo inducono ad una riflessione, nel senso che devono probabilmente essere valutate con la lente del prima di Facebook e dopo Facebook, premesso che su Emotionr è stato opportunamente inserito un pulsante per condividere il proprio status su Facebook o Twitter.

Il mercato della comunicazione leggera, chiamiamolo così, è dominato in larga parte dal social network con la effe. È difficile immaginare uno scenario in cui potersi inserire, o è ancora possibile per applicazioni di questo tipo avere successo? Io non sono sicuro di avere una risposta precisa a questa domanda, e voi?