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Google: l’antitrust indaga su AdMob

Lo stesso senatore che nel 2008 mandò a monte i piani di partnership tra Google e Yahoo si schiera ora contro i progetti di acquisizione di Google nei confronti di AdMob. Nel frattempo Apple potrebbe svelare il proprio piano iAd

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C’è un improvviso ostacolo tra Google e AdMob. L’antitrust USA, infatti, potrebbe aver puntato gli occhi sull’operazione in conseguenza di una specifica segnalazione. Le prime indagini sarebbero sommessamente partite al fine di verificare se, in effetti, l’acquisizione del gruppo possa essere di ostacolo ad un regime di libera concorrenza nel mondo dell’advertising.

La segnalazione giunge dal Senatore Herb Kohl, Presidente della sottocommissione Antitrust della Commissione Giustizia del Senato. Nessuna accusa specifica, per la verità, ma soltanto un consiglio volto a sensibilizzare maggior approfondimento da parte della Commissione nei riguardi di una operazione centrale per i destini del comparto: «Nella lettera al presidente della Ftc Jon Leibowitz, Kohl ha sottolineato la crescita esplosiva della pubblicità su telefonini come mercato e ha aggiunto che è importante “essere consapevoli di ogni transizione che creerebbe una eccessiva posizione dominante nella pubblicità legata alla ricerca o basata su applicazioni nel campo dei portatili“. Kohl ha rilevato, tuttavia, di non esser giunto a conclusioni sul fatto che Ftc debba osteggiare o meno la transazione».

La FTC si sarebbe mossa inviando una richiesta di informazioni presso alcuni dei principali rivali del gruppo AdMob, cercando così maggiori dettagli circa l’impatto che l’acquisizione potrebbe precipitare sul mercato nel caso in cui il contratto da 750 milioni di dollari (a tanto ammonta l’esborso di Google per l’assorbimento della controparte) venisse effettivamente depositato. La Federal Trade Commission, insomma, è sull’attenti: in caso di dubbi è pronta a bloccare l’operazione.

L’ancora di salvataggio di Google potrebbe però paradossalmente giungere dal primo rivale nel comparto. Apple, infatti, sarebbe in procinto di annunciare la propria piattaforma di advertising in mobilità “iAd“, il che fornirebbe a Google un buon argomento per dimostrare la piena linearità di un mercato nel quale, in concomitanza con l’operazione AdMob, nascono nuove realtà e nuove offerte.

L’acquisizione AdMob è frutto della contesa tra Google e Apple per lo stesso boccone. Google alla fine l’ha spuntata, costringendo Apple a declinare sulla Quattro Wireless. Se ad oggi l’advertising in mobilità è qualcosa di scarsamente remunerativo, a breve potrebbe essere il nuovo trend trainante del settore e gli equilibri stabiliti oggi possono pertanto essere fondamentali per il destino prossimo del mercato. Alla FTC tocca quindi ora un giudizio non semplice: la presenza di Google nell’advertising mobile è un ingombro intollerabile oppure la presenza di Apple è un diversivo sufficiente?

Molto dipenderà dalle caratteristiche di iAd e dal quadro normativo che la FTC vorrà imporre al settore. Molto dipenderà, insomma, da carte ancora da mettere in tavola. Va segnalato, inoltre, come il senatore Herb Kohl sia già noto dalle parti di Mountain View: fu la sua pubblica opposizione, infatti, a mobilitare l’antitrust contro il possibile accordo tra Google e Yahoo prima del definitivo tramonto e della successiva approvazione della partnership Microhoo.