Sergey Brin: dirigibili per le missioni umanitarie

Svelata la natura del progetto top secret del co-fondatore Google: si tratta di dirigibili per il trasporto di materiale nelle zone più remote del mondo.

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Le voci di corridoio del mese scorso erano più che fondate: il progetto guidato da Sergey Brin in gran segreto presso l’Hangar 2 dell’Ames Research Center, a pochi chilometri dalla sede Google di Mountain View, è realmente finalizzato alla costruzione di un enorme dirigibile, stando a quanto riportano nuove informazioni.

Il co-fondatore di Google, oggi presidente della parent company Alphabet, punta a impiegare il velivolo nelle zone più remote del pianeta, principalmente per il trasporto di cibo e di materiale utile alle missioni umanitarie. Non è da escludere nemmeno che il mezzo possa essere utilizzato per viaggi personali.

È quanto ha riportato nel fine settimana il Guardian, sulla base di quanto riferito da una fonte ritenuta affidabile. Si tratterà di un colosso: 200 metri di lunghezza. Il più grande oggi esistente, anche se di dimensioni inferiori rispetto all’Hindenburg Zeppelin (245 metri) protagonista di un terribile incidente nel 1937 e dello ZRS-5 USS Macon (239 metri) un tempo ospitato proprio nello stesso hangar che oggi vede all’opera Brin.

L’entità dell’investimento economico messo in campo per portare a termine il progetto dovrebbe aggirarsi intorno ai 100-150 milioni di dollari. Sul tema è intervenuto Igor Pasternak, designer impegnato nelle fasi iniziali del programma, sottolineando come il recupero dei dirigibili potrebbe letteralmente rivoluzionare il mondo dei trasporti.

Sergey è un innovatore e sa guardare avanti. I camion vanno bene solo sulle strade e i treni se ci sono ferrovie, mentre i velivoli tradizionali necessitano di aeroporti. Mezzi di questo tipo possono invece spostarsi dal punto A al punto Z senza effettuare alcuna sosta.

Il dirigibile USS Macon in volo su Manhattan nel 1933
Il dirigibile USS Macon in volo su Manhattan nel 1933

Dal punto di vista tecnico, l’unità sarebbe dotata di un sistema di serbatoi contenenti gas (con tutta probabilità elio) in grado di compensare le variazioni di peso provocate dal carico e dallo scarico delle merci trasportate. Nessuna informazione, invece, sulle tempistiche che porteranno al primo volo, ma di certo si tornerà a parlarne quando il dirigibile sarà pronto per la fase di test: considerate le sue dimensioni, sarà difficile nasconderlo una volta fuori dall’hangar.

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