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Intel rimuoverà il supporto BIOS da UEFI nel 2020

Intel ha comunicato che, a partire dal 2020, rimuoverà il supporto al BIOS e utilizzerà solo il nuovo UEFI (Universal Extensible Firmware Interface).

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Il BIOS andrà definitivamente in pensione a partire dal 2020. Questa è la data fissata da Intel e comunicata durante l’evento UEFI Plugfest. Da quell’anno in poi, tutti i processori del chipmaker californiano saranno compatibili esclusivamente con il più moderno UEFI che offre prestazioni superiori e garantisce una maggiore sicurezza. La stessa strada potrebbe essere seguita da AMD, ma al momento non ci sono conferme.

Il BIOS (Basic Input-Output System) è un piccolo pezzo di codice, scritto su una memoria programmabile non volatile (EEPROM), che permette di eseguire alcune operazioni durante la fase di avvio del computer, come l’esecuzione del POST (Power-On Self Test) e l’inizializzazione dei componenti hardware. Anche se il primo utilizzo risale al 1975 con il sistema operativo CP/M di Digital Research, il BIOS è diventato popolare nel 1981 con i PC IBM basati sul processore Intel 8088.

Con il passare degli anni e l’arrivo dei processori a 32 e 64 bit, le funzioni del BIOS sono diventate meno importanti. Intel ha quindi sviluppato EFI (Extensible Firmware Interface) per la sua architettura IA64 (Itanium), che in seguito al supporto per le architetture a 32 e 64 bit è diventato UEFI (Universal Extensible Firmware Interface). Il primo sistema operativo compatibile è stato Windows Vista SP1, mentre le prime schede madri sono apparse nel 2011.

Per offrire una transizione graduale da BIOS a UEFI, lo Unified EFI Forum ha aggiunto il Compatibility Support Module (CSM) che permette di installare vecchi sistemi operativi, software e hardware sui sistemi moderni. A partire dal 2020, Intel eliminerà questo modulo, in modo da avere uno “UEFI puro“. I componenti hardware non compatibili non potranno essere più utilizzati, mentre per i software si dovrà ricorrere alla virtualizzazione.

Fonte: ArsTechnica