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Vidme chiude: business non sostenibile

Dopo tre anni circa di attività, i vertici della piattaforma Vidme ne annunciano la chiusura: troppo difficoltoso competere con i big del settore video.

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Lanciata nel 2014 con l’ambizioso obiettivo di fornire un’alternativa per il video sharing a colossi del calibro di YouTube, Vimeo e Facebook, la piattaforma Vidme giunge purtroppo al capolinea. Il suo team non si nasconde e parla in modo aperto dell’impossibilità di rendere il business sostenibile dal punto di vista economico, proprio per via di una spietata concorrenza. Lo spegnimento è fissato per il 15 dicembre.

A partire da oggi non sarà più possibile creare nuovi account né caricare filmati, i video esistenti rimarranno visibili all’interno del gestionale ed esportabili fino al 15 dicembre dopodiché saranno eliminati definitivamente dai server, tutti i canali con sottoscrizione a pagamento verranno immediatamente sospesi e i video con accesso esclusivo in abbonamento risulteranno accessibili solo dai proprietari, tutti i guadagni non ancora riconosciuti verranno liquidati entro 60 giorni, ogni abbonamento viene interrotto oggi e agli utenti non verrà chiesto alcun altro pagamento. Questo un breve estratto dell’intervento firmato dal co-fondatore Warren Shaeffer.

Dopo un’attenta considerazione, il team di Vidme è arrivato alla difficile decisione di sospendere l’attività del sito e delle applicazioni.

L’obiettivo iniziale di Vidme era quello di offrire una sorta di punto d’incontro tra YouTube e Reddit, con un focus particolare sui millenial. I suoi responsabili, nell’annunciarne la chiusura, svelano anche la presenza di un non meglio precisato nuovo progetto in cantiere che debutterà entro il prossimo anno. Nel dicembre 2016 la piattaforma contava circa 25 milioni di utenti, una cifra non trascurabile, ma che scompare se messa a fianco agli 1,5 miliardi di iscritti di YouTube. Parte del team è ora in cerca di una nuova occupazione.

Mancando un’audience di grandi dimensioni, fatichiamo ad attrarre gli inserzionisti e a sostenere i costi legati alle nostre infrastrutture, lasciando poche risorse da investire sull’innovazione dei prodotti e sul raggiungimento di nuovi utenti.

Fonte: Vidme • Via: Engadget • Immagine: Vidme