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Una metalente per rivoluzionare la realtà virtuale

Sviluppata dai ricercatori di Harvard una metalente capace di focalizzare l'intero spettro visibile della luce nello stesso punto e in alta risoluzione.

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Una nuova lente potrebbe rendere i futuri occhiali per la realtà virtuale molto più leggeri e meno invadenti, sostituendo gli attuali dispositivi pesanti e complessi con un’alternativa rivoluzionaria: un team di ricercatori della Scuola di Ingegneria e Scienze Applicate della Harvard University (SEAS) ha sviluppato la prima metalente in grado di focalizzare l’intero spettro visibile della luce, compresa la luce bianca, nello stesso punto e in alta risoluzione. La tecnologia potrebbe rivoluzionare i dispositivi (telefoni cellulari, fotocamere e microscopi) a causa delle dimensioni estremamente ridotte di cui è caratterizzata.

A differenza dei tradizionali dispositivi ottici che focalizzano tutto lo spettro visibile della luce utilizzando lenti voluminosi e multiple, la metalente in questione concentra l’intero spettro della luce in un solo punto, per la prima volta in assoluto, mettendo a fuoco “tutti i colori dell’arcobaleno”. La soluzione consiste in una superficie piatta che utilizza nanostrutture per focalizzare la luce e quindi evitare l’aberrazione cromatica. Anche se non si tratta di una tecnologia del tutto nuova, è certamente la prima volta che i metalometri riescono a gestire l’intera gamma di luce visibile.

I metalometri hanno dei vantaggi rispetto alle lenti tradizionali. Sono sottili, facili da fabbricare e convenienti. Questa scoperta estende questi vantaggi attraverso l’intera gamma di luce visibile. Questo è il prossimo grande passo verso l’obiettivo di incorporarla in dispositivi ottici comuni come le fotocamere.

Con un comunicato diramato appositamente per l’occasione, l’Università di Harvard ha dichiarato di aver concesso l’innovazione in licenza a una startup, con l’obiettivo di svilupparla commercialmente. La tecnologia non è infatti ancora matura per l’arrivo sul mercato ma i ricercatori sono al lavoro per ridimensionare ulteriormente l’obiettivo a circa un solo centimetro di diametro, il che ne renderebbe possibile l’applicazione a dispositivi per la realtà virtuale, che stentano a decollare sul mercato a causa delle eccessive dimensioni di cui sono dotati.

Oltre a plasmare le generazioni future di dispositivi per la realtà virtuale, gli autori della ricerca affermano che le metalenti potrebbero migliorare i microscopi, gli endoscopi medici e la tecnologia della realtà aumentata.

Speciale: Realtà aumentata

Fonte: Nature • Via: Harvard • Immagine: Unsplash