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Un link fa impazzire Safari e l’app Messaggi

Un semplice link può mandare in tilt Safari e l'applicazione Messaggi, costringendo al riavvio forzato del dispositivo: la scoperta avviene su Twitter.

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Un link ben confezionato potrebbe causare seri grattacapi per Safari e l’applicazione Messaggi, indipendentemente si stia usando un device iOS oppure macOS High Sierra. È quanto è stato reso noto da alcuni sviluppatori: tramite un comune collegamento su GitHub, gli utenti possono verificare blocchi del dispositivo, rallentamenti, problemi con la batteria e molto altro ancora. L’exploit in questione non è propriamente pericoloso, poiché non sottrae dati dell’utente né danneggia il dispositivo, ma il proprietario sarà comunque costretto a forzare il riavvio del terminale in uso.

La singolare problematica è stata scoperta dall’utente Twitter Abraham Masri, il quale si è riferito all’exploit come “chaiOS”. Al momento, non è chiaro quale bug il link sfrutti in Safari e nell’applicazione Messaggi, tuttavia i risultati sembrano essere abbastanza identici fra tutti coloro che hanno provato il link: blocchi del dispositivo, impossibilità di inviare o ricevere nuovi messaggi, freeze a schermo, problemi di rendering e altro ancora. Si sospetta, di conseguenza, il link in questione riesca a impartire quale istruzione alle applicazioni, tanto da mandare la CPU in loop e causarne il crash.

Come già accennato, il link in questione non sembra essere dannoso per il dispositivo né per l’utente, poiché non vi è la sottrazione di alcuna informazione personale o il trasferimento di dati su server remoti. Rimane tuttavia molto fastidioso, poiché costringe al riavvio forzato del device o del computer in proprio possesso, eventualmente anche perdendo i dati non ancora salvati su cui si sta lavorando.

Apple non ha al momento commentato ufficialmente la questione. Considerato, però, come anche in passato siano emersi link vagamente analoghi a quello odierno, è probabile che la problematica venga facilmente risolta con un aggiornamento software sia destinato a iOS che a macOS. Al momento, affette sembrerebbero essere tutte le versioni di iOS 10 e 11, nonché macOS High Sierra, comprese le ultime beta consegnate agli sviluppatori.

Fonte: 9to5Mac • Immagine: PXHere