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La VAR andrà ai mondiali

La tecnologia Video Assistant Referee già sperimentata in Serie A aiuterà i direttori di gara nelle partite dei mondiali che si giocheranno in Russia.

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È una magra consolazione, ma un po’ di Italia andrà in Russia: la VAR (Video Assistant Referee) sarà quasi certamente protagonista ai prossimi mondiali, manca ormai solo la conferma ufficiale che salvo sorprese dell’ultimo minuto arriverà il 16 marzo ad opera del comitato organizzativo. La tecnologia di supporto alle decisioni arbitrali beneficerà anche dei feedback raccolti nel corso di questa stagione nel nostro campionato.

Il sistema dovrebbe dunque essere implementato all’interno degli stadi che ospiteranno i Mondiali di Russia 2018, così da scongiurare il rischio che una decisione errata da parte del direttore di gara e dei suoi collaboratori possa compromettere lo svolgimento degli incontri. L’esperienza maturata nella Serie A nostrana ha dimostrato che, sebbene la revisione di alcuni episodi possa contribuire a ridurre il numero di errori, di certo telecamere e monitor a bordo campo non sono sufficienti a placare le polemiche nel post-partita. Queste le parole di Gianni Infantino, presidente FIFA.

Oggigiorno, la tecnologia Video Assistant Referee è parte del calcio. Speriamo e incoraggiamo una decisione favorevole a questo proposito, poiché consideriamo la VAR in modo estremamente positivo.

Non tutti però vedono l’introduzione della VAR come un passo in avanti per il calcio: c’è chi punta il dito contro il sistema accusandolo di interrompere troppo spesso e per troppo tempo i match. Inoltre, secondo alcuni la fase di check da parte dell’arbitro risulterebbe poco chiara per i tifosi presenti allo stadio. Per questo motivo, la FIFA avrebbe intenzione di proiettare sugli schermi degli impianti le stesse immagini consultate dal direttore di gara in seguito a ogni decisione.

Dalla IFAB (International Football Association Board) è giunto il via libera, ora la palla passa nelle mani di chi organizza il mondiale. Dalla prossima stagione la tecnologia potrebbe arrivare anche negli stadi delle prime divisioni francese e tedesca, mentre per quanto riguarda Champions League ed Europa League tutto è rimandato di almeno un anno.

Fonte: IFAB • Immagine: lumyaisweet / iStock