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TIM approva il piano di separazione della rete

Il Consiglio di Amministrazione di TIM ha dato il via libera al progetto di separazione della rete; tutti gli asset finiranno nella nuova società Netco.

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Il Consiglio di Amministrazione di TIM ha dato il via libera al piano di separazione della rete ed ha dato mandato all’Amministratore Delegato Amos Genish di avviare l’iter necessario per avvisare AGCOM che la società intende portare avanti questo progetto su base volontaria in base a quanto previsto dal Codice per le Comunicazioni Elettroniche. Sebbene i dettagli specifici del piano non siano stati rivelati, il Consiglio di Amministrazione di TIM ha svelato qualche piccola informazione aggiuntiva rispetto a quello che già si sapeva.

Il progetto di scorporo della rete prevede che sia creata una nuova società, Netco, controllata al 100% da TIM, in cui confluiranno tutti gli asset dell’infrastruttura di rete (edifici, apparati elettronici e sistemi IT). La nuova società disporrà anche di tutto il personale necessario atto a garantire la fornitura di servizi all’ingrosso in maniera indipendente. All’apparenza, dunque, non sembrerebbero esserci riferimenti ai più volte ventilati piani di quotazione in borsa di questo nuovo soggetto. Netco sarà totalmente nelle mani di TIM e questo significa che il perimetro dell’azienda non subirà variazioni.

Questo progetto rappresenta una vera e propria rivoluzione per TIM. Più volte in passato si era parlato di separazione della rete ma alla fine non si era mai arrivati ad alcun progetto concreto. Questa volta, però, le cose sono molto differenti e la società sembra davvero intenzionata a spostare gli asset di rete all’interno di un’azienda separata per valorizzarli ulteriormente.

Netco diventerà il baricentro dell’offerta Wholesale di connettività secondo un modello interamente neutrale a garanzia dell’assoluta parità di trattamento. Netco, infatti, applicherà il medesimo trattamento sia a TIM che a tutti gli altri operatori. La nuova società sarà dotata anche di tutte le risorse necessarie per garantire sempre un’altissima qualità della rete e per sostenere il Paese nel raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea 2025 in tema di banda ultra larga.

Fonte: Telecom Italia • Immagine: asharkyu via Shutterstock