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Android P: la versione finale nel Q3 2018

Nel giorno del debutto della prima Developer Preview, ecco le tempistiche e gli step che porteranno all'esordio della versione definitiva di Android P.

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Con il rilascio della prima Developer Preview prende ufficialmente il via l’era di Android P. La nuova incarnazione del sistema operativo mobile “made in Google” può fin da subito essere testata sui dispositivi della linea Pixel, così da metterne alla prova le nuove funzionalità, ma bisogna tener presente che trattandosi di una versione preliminare ci si potrebbe imbattere in bug o comportamenti anomali.

La release definitiva arriverà nel terzo trimestre dell’anno, come suggerisce la timeline condivisa da bigG sul sito ufficiale dedicato alla community di sviluppatori: Q3 2018, questa la finestra temporale indicata per il debutto della Final Release, dunque a cavallo tra l’inizio di luglio e la fine di settembre. Il rollout avverrà presumibilmente tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, forse alla fine di agosto, in anticipo rispetto alla presentazione dei nuovi modelli della gamma di smartphone Pixel. Guardando invece più all’immediato futuro, la Developer Preview 2 esordirà a inizio maggio, la Developer Preview 3 con la versioni finali delle API a inizio giugno, la Developer Preview 4 è prevista per la fine dello stesso mese e la Developer Preview 5 prima dell’inizio di agosto.

La timeline che condurrà al rilascio delle prossime Developer Preview di Android P e alla versione definitiva del sistema operativo, prevista per il terzo trimestre dell'anno

La timeline che condurrà al rilascio delle prossime Developer Preview di Android P e alla versione definitiva del sistema operativo, prevista per il terzo trimestre dell’anno (immagine: Android).

Fra le novità introdotte dal gruppo di Mountain View in Android P spiccano il supporto nativo al sempre più diffuso (e discusso) notch che “taglia” il display nella parte superiore, alla gestione dei flussi video acquisiti contemporaneamente da più fotocamere presenti sullo stesso dispositivo, un’ottimizzazione del consumo energetico al fine di aumentare la durata della batteria e una più elevata tutela della privacy attraverso l’impossibilità di accedere a fotocamere e microfono per le applicazioni eseguite in background.

Fonte: Android Developers