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Google porta i messaggi video e audio su Duo

Con il rilascio di un aggiornamento, Google introduce nell'applicazione Duo (per Android e iOS) l'inedita possibilità di inviare messaggi video e audio.

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Ad un anno e mezzo circa di distanza dalla presentazione, l’app Duo di Google si appresta ad arricchirsi di una nuova e interessante feature, pensata per rendere ancora più semplice e versatile la comunicazione tra gli utenti. Si tratta della possibilità di inviare o ricevere messaggi video e audio registrati. Stando a quanto affermato da bigG, il rollout ha già preso il via sia su dispositivi con sistema operativo Android sia sugli smartphone con piattaforma iOS.

Il funzionamento è ben spiegato dal filmato in streaming di seguito. Se si prova a inoltrare una videochiamata verso qualcuno che in quel momento si trova lontano dal telefono oppure impossibilitato a rispondere, dopo pochi secondi comparirà sul display il comando “Leave video message”. Premendolo viene avviata la registrazione del messaggio (la durata massima consentita è pari a 30 secondi), che subito dopo sarà spedito alla casella del destinatario. Una volta ricevuto si può immediatamente avviare la riproduzione, scegliendo di salvare per visioni future quelli preferiti o ritenuti più importanti (in caso contrario vengono eliminati automaticamente dopo 24 ore) e richiamando il proprio interlocutore con un semplice tap sullo schermo.

Per chi preferisce non mostrarsi, invece, c’è l’opzione relativa al solo flusso audio: si tratta di qualcosa molto simile ai messaggi vocali di WhatsApp e di altre applicazioni dedicate alla comunicazione. Come già detto, il rollout delle nuove funzionalità integrate in Duo ha già preso il via, ma come spesso accade in questi casi potrebbero essere necessari alcuni giorni prima di vederle effettivamente comparire all’interno dell’app. Con l’introduzione di questa funzionalità Google conferma l’intenzione di continuare a credere e investire nel progetto, anche considerando la sua profonda integrazione con l’ecosistema Android, nonostante in territorio mobile le alternative di certo non manchino.

Fonte: Android Central