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Mark Zuckerberg testimonierà davanti al Congresso

Il CEO di Facebook ha accettato di comparire personalmente davanti al Congresso per spiegare quanto accaduto nello scandalo di Cambridge Analytica.

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I problemi per Facebook a seguito dello scandalo di Cambridge Analytica non sono certamente terminati, soprattutto a causa delle forti pressioni che stanno esercitando i Governi che vogliono avere dei precisi chiarimenti su quanto accaduto e su come Facebook gestisce i dati dei suoi utenti. Per tentare di attenuare il fronte delle polemiche, Mark Zuckerberg ha accettato di recarsi a Washington e di testimoniare davanti al Congresso americano per spiegare nei dettagli come la sua società gestisce i dati degli iscritti.

In particolare, il CEO di Facebook dovrebbe presentarsi il prossimo mese al sottocomitato della Camera per l’energia e il commercio. Tuttavia, questa potrebbe non essere l’unica audizione a cui Mark Zuckerberg parteciperà visto che ha ricevuto altre richieste da altri sottocomitati della Camera e del Senato. La sua presenza all’udienza potrebbe rappresentare un evento importante che potrebbe avere un impatto significativo per il futuro del social network. La partecipazione diretta dei big della Silicon Valley nelle udienze del Congresso è comunque un evento molto raro e spesso si traduce in un vero e proprio show mediatico.

Per esempio, nel 2013, TIM Cook, CEO di Apple, si presentò in un’udienza in senato per discutere delle pratiche fiscali della società. Nel 2011, invece, l’allora CEO di Google, Eric Schmidt, si presentò davanti al Senato per parlare delle politiche del motore di ricerca mentre nel 1998, Bill Gates, allora ancora in sella a Microsoft, difese la sua azienda dalle accuse di monopolio.

La notizia che Mark Zuckerberg testimonierà davanti al Congresso non giunge inaspettata in quanto durante un’intervista alla CNN aveva già espresso la sua volontà di farlo. Le fortissime pressioni della politica americana non li avrebbero comunque permesso altre soluzioni.

Il CEO di Facebook, invece, non si recherà in Inghilterra per testimoniare come richiesto dalle autorità inglesi, nemmeno attraverso un collegamento in videoconferenza. Una scelta che non è piaciuta alle autorità inglesi che volevano ulteriori approfondimenti sulla gestione dei dati degli utenti sempre a causa delle conseguenze dello scandalo di Cambridge Analytica.