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NVIDIA: la realtà virtuale e la guida da remoto

Il chipmaker mostra le potenzialità della realtà virtuale applicate al settore automotive in occasione della conferenza GTC in corso nella Silicon Valley.

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Un uomo guida un’auto, manovrandola agendo sui comandi manuali, ma senza essere all’interno dell’abitacolo. È quanto reso possibile da una nuova tecnologia sviluppata da NVIDIA e mostrata in occasione della GPU Technology Conference in corso in questi giorni nella Silicon Valley. Il sistema si basa sull’impiego del software Holodeck sviluppato dal chipmaker e fa leva sulle potenzialità della realtà virtuale.

L’autista presente in sala, indossando il visore HTC Vive e con di fronte a sé volante e pedali, è stato in grado di guidare da remoto una Ford Fusion posizionata all’esterno dell’edificio, muovendola in modo tale da evitare gli ostacoli presenti sul suo percorso fino ad arrivare a parcheggiarla (a velocità comunque relativamente bassa). Si tratta di un esercizio di stile, almeno per il momento. Ad affermarlo è lo stesso CEO di NVIDIA, Jensen Huang, che rivolgendosi dal palco al pubblico presente all’evento ha affermato che il progetto ad oggi non ha nemmeno un nome definitivo. Queste le sue parole.

Non sappiamo come chiamarlo. Come dovremmo chiamarlo?

Innovazioni di questo tipo saranno abilitate dall’avvento dei network 5G che entro i prossimi anni saranno una realtà a livello globale. Un esperimento simile è stato mostrato lo scorso anno da Ericsson tra i padiglioni del Mobile World Congress in scena a Barcellona: l’abbiamo provato, guidando da una postazione remota un’automobile situata a 50 Km di distanza. Di seguito il filmato.

L’iniziativa dimostra inoltre come il raggio d’azione di NVIDIA si sia oggigiorno esteso ben oltre i confini del mercato relativo alle GPU, arrivando a toccare ambiti come quello automotive e più in particolare quello legato alle self-driving car dove è necessario elaborare un enorme volume di informazioni e immagini in tempo reale, così da permettere al veicolo di interpretare correttamente quanto avviene nell’ambiente circostante.

Fonte: VentureBeat • Via: TechCrunch