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Facebook, giro di vite sul targeting degli annunci

Facebook rivoluziona la gestione degli annunci per migliorare la privacy degli utenti; contestualmente ha sospeso l'approvazione delle app di terze parti.

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Facebook continua ad introdurre novità per arginare gli effetti dello scandalo di Cambridge Analytica. Dopo aver inserito nuovi strumenti che permettono agli utenti di gestire più facilmente le impostazioni della privacy all’interno della piattaforma, il social network ha annunciato che gli inserzionisti non potranno più utilizzare il servizio “Partner Categories”. Questo prodotto consentiva agli inserzionisti di utilizzare le informazioni di fornitori di dati di terze parti, tra cui Experian e Oracle Data Cloud per le loro pubblicità. In pratica, questo servizio permetteva agli inserzionisti di migliorare ulteriormente la targetizzazione delle pubblicità in base alle informazioni raccolte da questi partner, accedendo a dati demografici offline e alle informazioni sui comportamenti quali la proprietà di una casa o la cronologia degli acquisti.

Sebbene questa pratica non sia vietata ed anzi sia comunemente utilizzata altrove, Facebook pensa che questa drastica scelta contribuirà a migliorare la privacy delle persone su Facebook. La chiusura di questo servizio avverrà entro i prossimi sei mesi. Trattasi di una scelta drastica ma è una chiaro tentativo di voler correre ai ripari a seguito dello scandalo di Cambridge Analytica, con il mondo intero che ha iniziato a sollevare pesanti dubbi su come il social network gestisce e protegge i dati dei suoi iscritti.

Ma questa non è l’unica novità che Facebook ha posto in essere nelle ultime ore. Il social network ha fatto sapere di aver sospeso momentaneamente il proprio processo di approvazione delle app di terze parti la settimana scorsa per implementare alcuni nuovi cambiamenti. La mossa è chiara ed esprime la volontà del social network di impedire che nuove applicazioni arrivino all’interno della piattaforma sino a che non saranno definite tutte le nuove misure in materia di trattamento dei dati che saranno valide anche per le applicazioni.

Facebook, infatti, intende rivalutare il modo in cui approva le applicazioni dopo aver rilevato quanto le app possono avere facilmente accesso ai dati degli utenti come è stato possibile verificare nello scandalo di Cambridge Analytica. Una scelta prevedibile per il social network che sta lavorando davvero molto duramente per risolvere un problema molto complesso.

Sforzi che nel loro complesso potrebbero avere, alla fine, un positivo impatto sul rapporto con gli utenti che potrebbero recuperare la fiducia persa nel social network. Tuttavia, il blocco dell’approvazione delle app ha provocato un problema a Facebook. Le aziende esterne e gli sviluppatori hanno iniziato a lamentarsi di questa scelta in quanto manda in fumo gli investimenti fatti nello sviluppo delle applicazioni.

Fonte: The Verge • Via: The Verge • Immagine: mactrunk via iStock