QR code per la pagina originale

Le forze dell’ordine USA sbloccano gli iPhone

Le forze dell'ordine e le agenzie federali degli Stati Uniti starebbero ampiamente adottando un dispositivo di sblocco degli iPhone, dal nome GrayKey.

,

Un’indagine condotta da Motherboard ha rilevato che le forze dell’ordine e le agenzie federali USA stanno ampiamente adottando GrayKey, uno strumento relativamente economico che consente di sbloccare gli iPhone aggirandone la crittografia.

Nonostante le proteste dei difensori della privacy, le forze dell’ordine esercitano da lungo pressioni ai produttori di smartphone per ottenere l’accesso completo ai dispositivi mobile, quando bloccati. Adesso, l’inchiesta rivela che avrebbero acquistato lo strumento GrayKey, che può bypassare la crittografia sui telefoni di Apple, anche nei modelli più aggiornati come iPhone X, e consentire ai funzionari di vedere contatti, messaggi, fotografie e qualsiasi altro dato sia stato archiviato sul device.

È stato scoperto che le forze di polizia regionali come la Polizia di Stato del Maryland, la Polizia di Stato dell’Indiana e la Polizia della contea di Miami-Dade hanno acquistato o acquisteranno presto la tecnologia di sblocco, mentre altre forze come il Dipartimento di Polizia di Indianapolis stanno esaminando l’opzione. I servizi segreti USA starebbero pianificando di acquistare «almeno una mezza dozzina» di box GrayKey per sbloccare i melafonini, mentre il Dipartimento di Stato statunitense li avrebbe già acquistati e la Drug Enforcement Administration avrebbe espresso interesse per tale device.

Greg Shipley, portavoce della polizia statale del Maryland, ha dichiarato a Motherboard che «la connessione di dispositivi elettronici a una vasta gamma di reati continua ad aumentare, quindi la necessità di ottenere informazioni investigative da questi dispositivi durante un’indagine criminale continua a crescere».

L’FBI utilizza già questa tecnologia, riferisce Motherboard e già dal 2016 sarebbe in grado di sbloccare praticamente qualsiasi telefono. Ciò va in netto contrasto con le dichiarazioni del direttore dell’FBI Christopher Wray, che ha recentemente affermato che le forze dell’ordine «sono sempre più impossibilitate ad accedere» a prove archiviate su dispositivi criptati. «Questo dimostra che persino la polizia statale e locale ha accesso a questi dati in molte situazioni», ha detto Matthew Green, un assistente professore e crittografo presso il Johns Hopkins Information Security Institute, in un messaggio su Twitter. «Sembra contraddire ciò che l’FBI sta dicendo sulla loro incapacità di accedere a questi telefoni».

GrayKey è una piccola scatola dotata di due cavi lightning per la connessione agli iPhone che consente di sbloccarli e di accedere ai contenuti archiviati; secondo Malwarebytes, possono passare da due ore a più di tre giorni per trovare il passcode di un iPhone, che dipende dalla lunghezza del codice scelto dall’utente per la protezione del suo telefono. Esistono due varianti della tecnologia: la versione da 15.000 dollari richiede la connettività a Internet e consente solo 300 utilizzi. Per 30.000 dollari, è invece possibile acquistare una versione che funziona offline e consente tutti gli sblocchi di iPhone di cui si ha bisogno.

Come sottolineato da Motherboard, la tecnologia utilizzata nei box GrayKey potrebbe essere superata attraverso i futuri aggiornamenti al sistema operativo iOS. Mentre Apple mette una toppa a una vulnerabilità di iOS di volta in volta, i servizi di cracking di iPhone delle terze parti cercano sempre nuovi metodi per entrare negli iPhone. In tal modo, l’argomento delle backdoor negli smartphone rischia di riaffiorare più e più volte.

Si ricorda che nel 2016, il Dipartimento di Giustizia ha cercato di costringere Apple a creare un nuovo sistema operativo che consentisse agli investigatori di penetrare nell’iPhone 5C di uno dei terroristi di San Bernardino.

Fonte: Motherboard • Via: MacRumors • Immagine: courtneyk | iStock