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I controlli sulla privacy della FTC inadeguati?

Gli audit che l'FTC americana svolge regolarmente su Facebook non avrebbero individuato le violazioni di Cambridge Analytica.

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La FTC americana, cioè la la Federal Trade Commission, in altre parole l’Antitrust americano, ha messo sotto indagine Facebook per le vicende di Cambridge Analytica. I fatti risalgono allo scorso mese, tuttavia adesso emergono alcune informazioni che gettano un’ombra proprio sulla qualità dell’operato dell’FTC. Nel 2011, il social network aveva siglato proprio un accordo con la Federal Trade Commission a seguito di un’indagine sulle sue pratiche in materia di privacy. L’accordo prevedeva di doversi sottoporre ciclicamente ad un audit esterno come parte del decreto sul consenso.

L’ultima indagine si è svolta nel 2017 e quello che è apparso molto strano è che non sia stata rilevata alcuna irregolarità, cioè che l’audit non abbia rilevato che qualcosa non andava nella gestione dei dati della piattaforma. Nel verbale di questa indagine si legge chiaramente che i controlli sulla privacy di Facebook funzionavano con sufficiente efficacia per fornire ragionevole garanzia per proteggere la privacy delle informazioni degli utenti. Tali indagini, dunque, non hanno fatto alcun riferimento alle gestioni illecite di Cambridge Analytica anche se Facebook aveva scoperto le attività non autorizzate di questa società già nel lontano 2015.

I membri del Congresso, infatti, in prima istanza avevano pensato che il social network avesse in qualche modo contravvenuto agli accordi del decreto sul consenso. Sebbene i membri del Congresso abbiano puntato il dito su Facebook, quanto emerso farebbe, invece, pensare che gli audit sulla privacy della FTC non risultino poi così particolarmente efficaci.

Questo solleva molte domande sulla completezza degli audit e se l’accordo di Facebook con la FTC del 2011 sia addirittura efficace. Secondo l’avvocato Megan Gray che ha fatto trapelare questa notizia, gli audit sulla privacy della FTC sono relativamente privi di mordente e hanno bisogno di sottoporsi a importanti cambiamenti se vogliono davvero proteggere i consumatori.

Quindi, secondo l’avvocato, se la Federal Trade Commission vuole davvero identificare le violazioni della privacy e proteggere i consumatori da eventuali danni, ha la necessità di rendere il processo di auditing più aggressivo e rigoroso.

Fonte: Gizmodo • Immagine: amesy Antibes, France via iStock