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Intel testa le sue auto autonome a Gerusalemme

Intel e Mobileye hanno iniziato a testare a Gerusalemme le loro auto a guida autonoma con l'obiettivo di essere pronti per il 2021.

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Intel e la controllata Mobileye, la sua divisione che si occupa di sviluppare la piattaforma di guida autonoma, hanno iniziato a testare 100 auto a guida automatica a Gerusalemme. Attraverso questo test, Intel e Mobileye sperano di dimostrare che le loro auto sono mille volte più sicure di quelle condotte da persone senza dover effettuare miliardi di miglia di test sulle strade pubbliche. Queste auto sono dotate di 12 telecamere in grado di fornire una visione a 360 gradi dell’ambiente circostante.

8 di queste telecamere saranno utilizzate per offrire una visione a lungo raggio all’auto, mentre 4 saranno utilizzate per il parcheggio. Nella seconda fase dello sviluppo che avverrà nelle prossime settimane, Intel e Mobileye aggiungeranno un radar ed il sistema LIDAR. L’utilizzo iniziale delle sole telecamere permetterà di creare un sistema ridondante da applicare alle auto a guida autonoma. Intel e Mobileye hanno scelto Gerusalemme come sede per i test per dimostrare che la tecnologia può funzionare in qualsiasi luogo ed in qualunque condizione ambientale. Gerusalemme è infatti nota per il suo traffico caotico, per le strade poco segnate e per i pedoni che spesso camminano al di fuori delle strisce pedonali.

Dunque, trattasi di un luogo perfetto per testare l’efficacia della piattaforma di guida autonoma di Intel e Mobileye. L’obiettivo finale è quello di riuscire a portare su strada veicoli con guida autonoma di livello 4 e livello 5 entro il 2021 in collaborazione con i produttori di autovetture.

Contestualmente, proprio in vista di questa strategia, Mobileye ha firmato un accordo con una casa automobilistica europea per equipaggiare 8 milioni di autoveicoli con la sua tecnologia.

Tra i partner già noti di Mobileye si evidenziano General Motors, Nissan, Audi, BMW, Fiat Chrysler, Honda e la cinese Nio.

Fonte: Intel • Via: TechCrunch • Immagine: Reuters