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Facebook, niente rimborsi agli utenti europei

Facebook non intende rimborsare i 2.7 milioni di utenti europei coinvolti nello scandalo di Cambridge Analytica.

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Lo scandalo di Cambridge Analytica ha colpito 2.7 milioni di utenti europei ma Facebook non ha previsto alcun rimborso per loro. Questa posizione molto netta è contenuta all’interno di un supplemento di informazioni che la società ha inviato al Parlamento Europeo dopo l’audizione di Mark Zuckerberg. I parlamentari, infatti, non erano rimasti soddisfatti di tutte le risposte date dal CEO di Facebook e la società, quindi, ha provveduto ad inviare una documentazione supplementare.

Per Facebook, lo scandalo di Cambridge Anaytica ha sicuramente causato una perdita di fiducia nella società. Tuttavia, il social network evidenzia che non sono stati condivisi dati delicati come il conto bancario, informazioni sulla carta di credito o numeri ID nazionali. Infatti, le persone hanno condiviso informazioni come il loro profilo pubblico, i like, i loro amici ed il compleanno. Stessa cosa per gli amici le cui impostazioni consentivano la condivisione. Inoltre, a differenza di quanto successo per gli utenti americani, Cambridge Analytica non ha venduto informazioni sugli utenti dell’UE. Proprio a causa di tutto questo, dunque, il social network non ha previsto alcun rimborso per gli utenti europei.

Facebook e Cambridge Analytica sono, comunque, già al centro di una class action promossa da un residente del Maryland che ha chiesto i danni per lo sfruttamento dei dati degli utenti statunitensi senza il loro permesso.

Il social network ha poi aggiunto ulteriori dettagli sulla gestione dei dati. In risposta alle preoccupazioni dei legislatori europei circa l’uso dei dati degli utenti non di Facebook a loro insaputa, la società ha detto di essere trasparente circa le informazioni che raccoglie e che si aspetta che i siti web e le app siano ugualmente trasparenti sulle loro policy.

Facebook, infine, ha detto che non intenderà separare le informazioni sui dati personali degli utenti di Facebook da quelli di WhatsApp. La condivisione dei dati è necessaria, spiega la società, per aiutare a combattere i contenuti offensivi e lo spam all’interno delle sue piattaforme.

Fonte: Reuters • Immagine: geralt via Pixabay