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Facebook, Zuckerberg di nuovo al Congresso USA?

Un senatore statunitense chiede che Mark Zuckerberg testimoni di nuovo di fronte al Congresso sul perché Facebook abbia fornito dati alle aziende cinesi.

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Mark Zuckerberg potrebbe tornare al Congresso degli Stati Uniti per testimoniare sul perché Facebook abbia condiviso le informazioni private degli americani con aziende cinesi oggetto di attenzione per la sicurezza del Paese. Questa la richiesta del senatore Ed Markey, il quale ha inviato una lettera al presidente e al membro del Comitato per le relazioni estere del Senato chiedendo loro di chiamare nuovamente il CEO di Facebook il prima possibile.

Negli scorsi giorni, il New York Times ha riferito che Facebook ha fornito i dati degli utenti ad almeno 60 produttori di dispositivi mobile, il che ha permesso loro di offrire esperienze simili a Facebook in un momento in cui non vi era ancora un’app ufficiale (e gli app store). Mentre gli accordi stretti tra le due parti hanno consentito ad aziende come Apple, Amazon, BlackBerry, HTC, Microsoft, Samsung e altre di lanciare smartphone sul mercato con i pulsanti per i Like, i messaggi dal social e via dicendo, hanno anche fornito loro informazioni sugli utenti come inclinazioni politiche, religiose, eventi a cui desideravano partecipare e status relazionali. Le API consentivano inoltre a queste aziende di recuperare anche le informazioni sugli amici di ognuno di questi utenti – e dagli amici dei loro amici – senza consenso.

Facebook ha confermato quanto emerso dichiarando però di non avere alcuna prova che anche una sola di queste aziende abbia abusato delle partnership strette, affermando di avere un rigoroso controllo sull’uso dei dati. Ma con le preoccupazioni nate in seguito allo scandalo Cambridge Analytica, molti temono che questa questione sia un altro esempio di violazione della privacy degli utenti da parte del team californiano. Nello specifico, il senatore Markey è preoccupato per i dati forniti a quattro società cinesi: Huawei, Lenovo, Oppo e TCL.

«Sfortunatamente, questo è ancora un altro esempio di azioni da parte delle aziende tecnologiche statunitensi che potrebbero avere un impatto sulla sicurezza nazionale americana», ha scritto il senatore statunitense, «e spetta alla nostra Commissione esercitare la supervisione in questo senso».

Oltre alle preoccupazioni sulla possibile violazione della privacy, il senatore è anche preoccupato per le eventuali implicazioni sulla condivisione di questo tipo di dati con aziende che i funzionari statunitensi hanno ritenuto essere un rischio per la sicurezza. All’inizio di questo anno, infatti, FBI, CIA e NSA hanno avvertito il popolo americano sui rischi che l’utilizzo di dispositivi cinesi – come quelli di Huawei e ZTE – avrebbero per la sicurezza del Paese. Il Congresso ha anche cercato di vietare alle agenzie governative di lavorare con Huawei.

«Anche se i funzionari di Facebook hanno dichiarato che» tutte le informazioni di queste integrazioni con Huawei sono state memorizzate sul dispositivo, non sui server di Huawei, «nutro serie preoccupazioni sulle implicazioni di politica estera delle società americane che forniscono tali informazioni alle società cinesi», ha scritto Markey. Se Mark Zuckerberg sarà chiamato nuovamente a testimoniare di fronte al Congresso USA, dovrà rispondere dunque di tali preoccupazioni.

Fonte: Senato degli Stati Uniti • Via: Engadget • Immagine: FLDphotos | iStock