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Facebook, stop a una campagna di influenza politica

Rimosse 32 pagine e profili Facebook e Instagram responsabili di una campagna svolta per manipolare gli statunitensi: si crede che dietro ci sia la Russia.

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Facebook comunica di aver rimosso 32 pagine e account da Facebook e Instagram responsabili di un’operazione di disinformazione politica coordinata volta a influenzare l’opinione pubblica degli statunitensi prima delle elezioni di medio termine, che si svolgeranno a novembre. Forze dell’ordine e membri del Congresso degli Stati Uniti sono già stati informati e, sebbene non vi siano prove certe al momento, pare che la responsabile sia nuovamente la Russia.

In un post diramato sul blog ufficiale, il gigante guidato da Mark Zuckerberg dichiara di aver scoperto 32 false pagine e profili creati su Facebook e Instagram tra marzo 2017 e maggio 2018 che, mediante post organici, sponsorizzati ed eventi, sono riusciti a raggiungere oltre 290mila follower. Le pagine Facebook più seguite erano “Aztlan Warriors”, “Black Elevation”, “Mindful Being” e “Resisters”. Le restanti pagine avevano tra zero e 10 follower mentre gli account Instagram avevano zero follower.

L’obiettivo di questa campagna coordinata era quello di manipolare il pubblico su temi di sinistra quali diritti delle donne, diritti degli indigeni e di scatenare opposizione nei confronti del presidente degli USA Donald Trump. Ad esempio, per novembre era in programma a New York (Times Square) un evento proprio contro Trump, mentre un altro post includeva una foto del presidente degli Stati Uniti con in mano uno smartphone e una didascalia che recitava: «se Trump vuole battere il record Twitter di Barack Obama per i tweet più amati, ha solo bisogno di twittare due parole: “Mi dimetto”».

Facebook spiega che, rispetto alla campagna messa in atto dai russi per influenzare le elezioni politiche statunitensi del 2016, i responsabili di questa campagna sono stati più attenti a coprire le loro tracce, avendo utilizzato VPN e servizi di telefonia Internet e pagando terze parti per pubblicare annunci per conto loro. Come l’azienda ha comunicato al Congresso degli Stati Uniti, non si hanno prove concrete per dire con certezza chi c’è dietro questa campagna di disinformazione ma una delle pagine più popolari ha collegamenti con l’Internet Research Agency (IRA), la stessa organizzazione sostenuta dal Cremlino che ha inondato il popolo di Facebook di messaggi fake per manipolarlo sulle elezioni del 2016.

Il senatore Mark Warner ha confermato che lo staff del Comitato di Intelligence del Senato è stato informato questa settimana da funzionari di Facebook spiegando che crede che ci sia proprio la Russia dietro tale sforzo:

La rivelazione odierna è un’ulteriore prova del fatto che il Cremlino continua a sfruttare piattaforme come Facebook per seminare divisione e diffondere disinformazione, e sono felice che Facebook stia compiendo alcuni passi per individuare e affrontare questa attività.

Anche il Presidente del Comitato di Intelligence del Senato, il senatore Richard Burr, ha elogiato la mossa di Facebook nel rivelare sin da subito tale operazione:

Sono felice di vedere che Facebook sta compiendo un passo molto necessario verso la limitazione dell’uso della loro piattaforma da parte di campagne di influenza straniera. L’obiettivo di queste operazioni è seminare discordia, sfiducia e divisione nel tentativo di indebolire la fede pubblica nelle nostre istituzioni e nel nostro sistema politico. I russi vogliono un’America debole.

Anche il rappresentante del Congresso Adam Schiff ha indicato la Russia come responsabile della campagna:

L’annuncio odierno di Facebook dimostra ciò che temevamo da tempo: che gli attori stranieri maligni responsabili delle campagne di influenza russe precedentemente identificate continuano ad usare e abusare di piattaforme di social media per influenzare l’elettorato statunitense.

Saranno condotte indagini approfondite per determinare con certezza chi vi sia dietro tale operazione.