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GDPR, meno tracker ma vantaggio per Google

Diminuiscono i tracker che tracciano gli utenti online grazie al GDPR, ma secondo un nuovo studio Google riceve più dati ed è quindi avvantaggiata.

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Ci sono meno tracker che tracciano appunto gli utenti in Europa, ma Google continua a vincere, anzi ne è avvantaggiata. Tutto questo emerge da un nuovo studio congiunto di Cliqz e Ghostery. Il primo è un browser anti-tracking, il secondo un software per bloccare i tracker. Insieme gestiscono il servizio WhoTracks.me per garantire la trasparenza nel sempre più affollato mercato dei tracker.

Il GDPR, che sta per General Data Protection Regulation, è entrato in vigore il 25 maggio scorso: se da una parte l’obiettivo primario è quello di mettere gli utenti nella condizione di avere il controllo dei propri dati, dall’altra, almeno secondo quest’analisi, sta fornendo un vantaggio pubblicitario a Google.

Ma cosa sono i tracker? Si tratta di software di monitoraggio che vengono usati sul web per tracciare i comportamenti e i cookie sui browser degli utenti per scopi pubblicitari e commerciali, ma anche per ottimizzare l’esperienza. Più dati i gestori dei siti web hanno sugli utenti, più potranno veicolare annunci personalizzati, che portano maggiori introiti. Un mercato molto ghiotto quello della pubblicità online, che vale 270 miliardi di dollari nel 2018 ed è in costante crescita.

Tramite questa analisi sono stati analizzati i cambiamenti riguardo la pubblicità online in Europa, esaminando il numero di tracker presenti su 2000 domini diversi, un mese prima dell’entrata in vigore del GDPR e poi nei mesi successivi. Comparando questi dati si è visto che i tracker in generale sono diminuiti, soprattutto quelli dei piccoli pubblicitari, che hanno perso tra il 18% e il 31% di reach. In realtà di tracker ne sono diminuiti anche su Facebook del 7%, che piccolo proprio non è. Solo Google ha visto un vantaggio, con un aumento dell’1%.

Google

Lo studio indica diverse motivazioni: a differenza di molti Google ha una potenza di fuoco maggiore per conformarsi alle regole europee. Inoltre Google avrebbe usato la sua posizione dominante per intimare agli editori di ridurre il numero di tracker sui loro spazi web. I piccoli poi sarebbero svantaggiati perché non sono stati capaci di essere compliance in tempo rispetto alle scadenze europee.

Insomma Google indirettamente ha beneficiato del GDPR, con la conseguenza della perdita di market share da parte dei piccoli pubblicitari. Google ha ora più dati degli utenti, anche se in generale questi strumenti sono diminuiti in linea generale in Europa.