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I primi selfie spaziali di BepiColombo

Il lancio è andato a buon fine e BepiColombo invia già le prime immagini dallo spazio dei pannelli solari grazie alle tre fotocamere a bordo.

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La missione BepiColombo è partita con successo e l’ESA, l’Agenzia spaziale europea, già mostra i primi scatti delle tre telecamere del Mercury Transfer Module (MTM). In bianco e nero, ma si tratta pur sempre di foto provenienti dallo spazio, che mostrano varie parti tra cui gli enormi pannelli solari. Il 21 ottobre sono entrate in funzione tutte e tre le telecamere, che saranno azionate in varie occasioni, soprattutto quando le sonde passeranno vicino la Terra, Venere e Mercurio in questi lunghi sette anni di viaggio.

In particolare le fotocamere di monitoraggio dell’MTM, chiamate “M-CAMs”, possono scattare foto in bianco e nero con una risoluzione di 1024 x 1024 pixel. La prima ha scattato la foto che mostra le “ali solari”, mentre quella al centro e a sinistra provengono dalla M-CAM 2 e M-CAM 3 e raffigurano la media e grande antenna sull’MPO, la sonda europea che cercherà informazioni su Mercurio, come ad esempio quelle su morfologia, composizione o attività vulcanica, oltre ad altre strumentazioni.

Non si tratta comunque delle uniche fotocamere a bordo: anche l’MPO ha una camera scientifica che però potrà essere usata solo quando si separerà dall’MTM, quando arriverà nell’orbita di Mercurio nel tardo 2025. Insieme ad essa ci sarà anche la sonda giapponese MMO, dato che la missione BepiColombo è in collaborazione con l’agenzia spaziale giapponese JAXA.

Insomma per anni si godrà la Terra e gli altri pianeti in bianco e nero al passaggio della missione, ma solo dal 2025 vedremo Mercurio a colori grazie a uno strumento estremamente avanzato e tra l’altro sviluppato e fornito dall’Agenzia Spaziale Italiana, la fotocamera SIMBIO-SYS (Spectrometers and Imagers for MPO BepiColombo Integrated Observatory SYStem).

Symbio-SYS

ESA ASI (immagine: ESA ASI).

In particolare si tratta di una “suite” di 3 strumenti ottici, formati da una camera ad alta risoluzione che permetterà lo studio dettagliato della geologia di Mercurio, una stereocamera che permetterà la ricostruzione 3D della superficie del pianeta e una camera iperspettrale che sarà dedicata allo studio della composizione della superficie.