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Omitech prepara Vivaldi per Smau Milano 2018

Omitech porterà a Smau l'intelligenza artificiale per la robotica di Vivaldi, una piattaforma che controlla e modifica i comportamenti degli automi.

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I robot ce la possono mettere tutta ma non saranno mai ironici e sarcastici come l’uomo. O almeno così sarà fin quanto a bordo degli automi non arriverà Vivaldi. Si tratta di una piattaforma, sviluppata da Omitech, che promette di dare agli umanoidi e ad altri dispositivi di interazione quel tocco in più di adattamento ambientale che oggi manca alle macchine.

Intelligenti, proattive e super veloci, i robot per essere realmente integrati nella quotidianità devono sapersi approcciare correttamente agli individui. Questo è vero in alcuni campi di applicazione, come i contesti sociali, in cui il mondo del silicio e quello dell’intelletto entreranno sempre più in contatto. Nessuno chiede di rendere simpatico un controller della produzione in magazzino oppure un sistema che analizza la qualità dell’imbottigliamento ma, quando si tratta di accogliere turisti in aeroporto oppure clienti in negozio, l’emotività può diventare una caratteristica essenziale per il successo. Nasce con questo scopo Vivaldi, che vedrà una prima dimostrazione pratica ufficiale durante le giornate di Smau a Milano, in partenza domani.

E’ il momento che i robot sociali escano dalla fase di sperimentazione nei laboratori e vengano effettivamente utilizzati in ambienti reali a servizio dell’uomo. Grazie allo sviluppo, ormai sufficientemente maturo, delle tecnologie hardware a costi accessibili e all’impiego dell’intelligenza artificiale, ora è possibile impiegarli per l’assistenza domiciliare, l’ospitalità e i servizi al pubblico – ha spiegato Matteo Cestari AD di Omitech.

Il concetto che Omitech porta avanti è quello dell’integrazione dei robot nella società ma anche della negazione di una possibile sostituzione di questi ultimi ai lavori oggi eseguiti dall’uomo. Certo è che qualcosa prima o poi verrà automatizzato, principalmente quelle mansioni ripetitive e pressoché meccaniche, ma l’ingresso di dispositivi intelligenti in ambito produttivo pone una necessità concreta: lo sviluppo di competenze ulteriori, sia tecniche che di approccio all’universo meccatronico, un trend evolutivo e meno apocalittico di quanto pensiamo.