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ExoMars, il rover andrà a caccia di vita su Marte

La missione ExoMars nel 2021 permetterà al rover di atterrare sulla pianura ricca di tracce dell’acqua che scorreva in passato su Marte.

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Il rover della missione ExoMars atterrerà nel marzo 2021 precisamente a Oxia Planum, la pianura ricca di tracce d’acqua che in passato scorreva su Marte. Si tratta di una importante missione in collaborazione tra l’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea e quella russa Roscosmos. Fondamentale è il contributo dell’Italia e quindi dell’ASI, che contribuisce con il 40% di investimenti, con il lancio della sonda prevista nel 2020.

L’ESA ha infatti assegnato a all’industria italiana, e in particolare a Thales Alenia Space Italia (Thales 67%, Finmeccanica 33%), la leadership principale della missione, oltre alla responsabilità complessiva di sistema di tutti gli elementi. Si è tenuta in Gran Bretagna una riunione per decidere il sito dell’atterraggio al National Space Center di Leicester, con un confronto tra 40 esperti.

I candidati erano Oxia Planum e la Mawrth Vallis, ma ha vinto la prima: ora questa proposta sarà analizzata da ESA e Roscosmos entro la metà del 2019. Sicuramente la scelta è stata dettata per i rischi inferiori, riguardo soprattutto la fase di discesa. Questo secondo il responsabile della partecipazione scientifica dell’ASI Raffaele Mugnuolo. L’Europa rimane però ancora orfana di una vera discesa su Marte, non ha mai fatto muovere un rover o provato a perforarne il suolo.

Per questo la missione ExoMars è fondamentale: scenderà in un luogo che mostra evidenti segni della presenza in passato dell’acqua allo stato liquido, elemento determinante per ospitare la vita. Il cuore della missione è la ricerca per determinare se la vita sia mai esistita su Marte, un pianeta che ha chiaramente ospitato l’acqua nel passato, ma che oggi è caratterizzato da una superficie asciutta ed esposta a forti radiazioni.

Il rover scaverà anche fino a due metri sotto la superficie di Marte alla ricerca di indizi di vita passata o presente preservata sottoterra. Sarà poi la volta della trasmissione dei dati verso la Terra utilizzando la sonda Trace Gas Orbiter attualmente in orbita intorno al Pianeta rosso. L’Italia ha realizzato anche alcuni strumenti scientifici e il trapano che perforerà la superficie di Marte.

Fonte: ASI • Immagine: ESA