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Google dice addio ai robot: chiude Schaft

Il colosso di Mountain View chiude la sua divisione Schaft dopo la mancata cessione a SoftBank.

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Google dice definitivamente addio ai suoi robot. Il colosso di Mountain View ha infatti chiuso la sua divisione Schaft che si occupava di sviluppare robot bipedi studiati per aiutare l’uomo in situazioni di emergenza.

Brutta notizia per gli appassionati di tecnologie futuristiche, ma sopratutto una vera e propria doccia fredda per i dipendenti della divisione robotica di bigG, che ora dovranno trovarsi una nuova occupazione. Al momento la compagnia californiana sta cercando di aiutare i suoi ormai ex impiegati, il cui futuro nella maggior parte dei casi sarà comunque fuori da Google.

Il destino di Schaft doveva essere diverso, secondo le previsioni di bigG: la società doveva infatti passare a SoftBank nel solco dell’operazione commerciale che ha visto la cessione di Boston Dynamics alla holding nipponica. Ma ad un certo punto Schaft è rimasta a Google, che ha quindi deciso di staccarne la spina. Il motivo del mancato accordo non è però stato divulgato dalle due società. Secondo alcune indiscrezioni, SoftBank non era convinta di alcune condizioni contrattuali.

Schaft è stata fondata nel 2012 da un gruppo guidato dal professor Yuto Nakanishi dell’Università di Tokyo ed è stata acquisita da Google nel 2013 (insieme a Boston Dynamics).

L’allontanamento da parte di Google nei confronti del settore della robotica è evidentemente coinciso con la partenza di Andy Rubin, fino al 2014 al timone decisionale di bigG per quanto riguarda il settore. Rubin è stato “cacciato” per via di alcune accuse di molestia sessuale che hanno coinvolto lui e altri dipendenti della compagnia di Mountain View. Un licenziamento decisamente morbido: Google  ha infatti concesso a Rubin una buonuscita da 90 milioni di dollari, con rate mensili da circa 2 milioni per quattro anni.

Dopo queste scelte, nel “futuro robotico” di Google ci sono investimenti non più focalizzati su soluzioni umanoidi e futuristiche ma più vicine all’industria, ad esempio, con le braccia robotiche.

Fonte: Tech Crunch • Immagine: US Departmente of Defense