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Bitcoin in caduta libera, si rischia il tracollo

Ricomincia la fase altalenante dei Bitcoin, la criptomoneta più famosa che scende sotto una capitalizzazione di 100 miliardi di dollari.

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Giovedì 15 novembre è una data a suo modo da ricordare per i Bitcoin. Dopo un periodo di relativa calma per il nondo delle criptovalute, la moneta più famosa del web è scesa sotto una capitalizzazione di mercato inferiore ai 100 miliardi di dollari, un livello che non si toccava da oltre un anno.

Secondo Coinmarketcap.com la causa di tale flessione sarebbe dovuta a un aggiornamento del software che regola l’andamento dei Bitcoin, un qualcosa che già si era visto negli anni ma che oggi, a fronte di cifre davvero imponenti, assume una rilevanza maggiore. Brian Kelly, fondatore e amministratore delegato di BKCM, società di investimenti focalizzata sulle criptovalute, ha spiegato alla CNBC che l’obiettivo dei fautori sarebbe quello di consentire più transazioni, allargando la forchetta delle operazioni consentite quotidianamente. “Quando esegui un update del genere di solito è perché la communuty è d’accordo, ma in questo caso particolare le cose potrebbero essere andate diversamente”.

In gergo, l’aggiornamento di cui parla Kelly si chiama fork. Di norma, gruppi di sviluppatori lavorano di concerto per raggiungere l’obiettivo finale ma questa volta le cose sono apparse subito più complesse. I developers principali del fork più recente sono Bitcoin ABC da una parte (gli stessi che hanno dato origine a Bitcoin Cash) e i Wright dall’altra, che supportano BSV.

Ulteriore conseguenza è l’uscita dal mercato, dopo la notizia del mini crollo, di una vasta molte di utenti, con i volumi di Bitcoin a quel punto schizzati alle stelle. Una sorta di inflazione che genera caos e perdita di capitalizzazione. Il gioco ha portato anche Ripple, Ethereum e le altre principali crittovalute a perdere quota, con un calo globale delle alternative coin più famose al mondo.