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Dazi di Trump su iPhone: Pegatron in Indonesia?

Dopo le indiscrezioni su Foxconn, anche Pegatron potrebbe spostare la sua produzione fuori dalla Cina, per evitare i dazi voluti da Donald Trump.

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Nuovo episodio nella polemica che, ormai da qualche giorno, coinvolge Apple e i suoi partner produttivi in Cina. Come già ampiamente noto, Donald Trump vorrebbe imporre dei dazi sull’import di prodotti elettronici prodotti all’estero, tra il 10 e il 25%. Una misura che, secondo il Presidente, potrebbe essere vista di buon occhio dai consumatori, pensata per stimolare le aziende statunitensi a produrre in patria. Gli analisti però non sono d’accordo, poiché stimano rincari anche di 160 dollari a device, e da giorni scommettono sulle possibili strategie del gruppo di Cupertino.

Considerando come le tasse che Trump potrebbe imporre riguardino unicamente la Cina, gli esperti ritengono che Apple possa avvalersi di altri partner asiatici per l’assemblaggio dei suoi device. Pochi giorni fa si è parlato della possibile apertura di alcuni impianti di Foxconn in Vietnam, mentre oggi giunge la notizia di un possibile trasloco di Pegatron in Indonesia.

L’indiscrezione proviene dal Nikkei Asian Review e, almeno al momento, non trova una conferma diretta dalle parti di Cupertino. Secondo quanto rivelato, Pegatron potrebbe aprire degli impianti sull’isola di Batam in Indonesia, per una produzione dal valore di circa un miliardo di dollari annuali:

Il meeting tra Trump e Xi Jinping non influenzerà la strategia di Pegatron. L’investimento potrebbe essere finalizzato entro la fine di questo mese o all’inizio del prossimo e richiederà il trasferimento di almeno due quartieri generali di Pegatron, nonché l’installazione e la certificazione della strumentazione prima che gli impianti siano perfettamente operativi.

Oltre all’Indonesia, Pegatron starebbe valutando anche il Vietnam, anche se l’azienda non ha fornito commenti su richiesta della testata asiatica. Secondo gli esperti, i nuovi impianti fuori dalla Cina potrebbero essere completamente dedicati ad Apple, permettendo così al gruppo californiano non solo di evitare dei rincari sui prezzi per i consumatori, ma anche alla società cinese di non perdere una partnership così importante.