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Telefonia: stop ai rincari e più trasparenza

Un emendamento al decreto Semplificazioni metterebbe la parola fine alle modifiche imposte dagli operatori ed imporrebbe più trasparenza nelle offerte.

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Presto potrebbe arrivare la parola fine ai cambi di contratto imposti dagli operatori di telefonia come scusa per rincarare le offerte e alle pubblicità che nascondono i costi delle offerte. Trattasi di due norme che potrebbero rivoluzionare il mercato della telefonia dando maggiore potere agli utenti e che si trovano all’interno di un emendamento del Movimento 5 Stelle al decreto Semplificazioni che attualmente è in esame al Senato.

Questa importante notizia per i consumatori italiani è stata data dal quotidiano La Repubblica. Entrando nello specifico delle norme proposte, per quanto riguarda lo stop ai contratti imposti dagli operatori, trattasi di un punto che le associazioni dei consumatori chiedono da anni. Oggi, gli operatori possono fare sostanzialmente quello che vogliono, rimodulando il contratto in essere con i loro clienti con un semplice preavviso di 30 giorni e dando la possibilità di un’eventuale disdetta gratuita in caso di non accettazione. Visti i problemi per gli utenti di migrare altrove, perdendo magari bonus e dovendo pure pagare nuovi costi d’attivazione, gli operatori oggi possono fare praticamente quello che vogliono.

In passato già AGCOM aveva provato ad intervenire ma senza riuscirci. La nuova norma in discussione priverebbe, dunque, di questo potere agli operatori a tutto vantaggio dei consumatori finali. Gli operatori, dunque, non potrebbero effettuare modifiche unilaterali. Modifiche saranno possibili solamente alla fine del contratto. Tuttavia, oggi non esistono date di scadenza. Ecco che quindi la norma prevede che gli operatori fissino una data di scadenza dei contratti entro tre mesi dall’entrata in vigore della nuova norma.

La seconda novità riguarda la trasparenza dei prezzi. La norma offrirebbe ad AGCOM il potere di garantire sulla trasparenza dei prezzi. L’offerta commerciale dovrà indicare chiaramente tutti i costi che la compongono. In questo modo i consumatori potranno più facilmente confrontare i costi reali delle offerte delle società. Saranno anche vietate pubblicità che contengono solamente informazioni parziali dei costi.

Adesso, invece, gli operatori spesso indicano prezzi più bassi di quelli reali, lasciando l’onere al consumatore di scoprire gli extra entrando nei dettagli dell’offerta tariffaria.

Update:

Il Senato ha bocciato queste due norme in quanto inammissibili.

Fonte: La Repubblica • Immagine: sebra via Shutterstock