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Google, modifiche alla privacy per il Gdpr

Domani cambieranno alcuni aspetti della politica sulla privacy di Google in Europa, che si adegua al Gdpr entrato in vigore lo scorso maggio.

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Domani, martedì 22 gennaio, cambieranno alcuni aspetti della politica sulla privacy di Google in Europa, che si adegua al nuovo regolamento UE sulla protezione dei dati personali, il tanto controverso Gdpr entrato in vigore lo scorso maggio.

Il cambiamento più significativo previsto è il soggetto: sarà infatti Google Irlanda, la base europea del colosso americano, titolare del trattamento dei dati e responsabile delle informazioni dei tantissimi utenti, sempre nel rispetto delle leggi vigenti in materia di privacy. Prima di Google Irlanda era direttamente la californiana Google Llc ad occuparsi su questo tema in terra europea.

Google Irlanda risponderà quindi “in prima persona” per quanto riguardo il rispetto del Gdpr e sarà sempre la divisione europea del gigante di Mountain View a dover fornire dati in caso di richieste particolari, ad esempio da parte delle forze dell’ordine. L’area coinvolta prevede, oltre agli stati membri dell’Unione europea, anche Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera.

Anche gli stessi servizi non saranno più distribuiti dalla Google californiana ma da quella europea, quindi sempre Google Irlanda. Anche in questo caso la modifica riguarda tutta l’area compresa dagli stati membri dell’UE più Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera. Tra le piattaforme verranno coinvolte YouTube, sia versione gratis che a pagamento, e Google Drive e Play. Cambiamenti che non andranno in alcun modo ad inficiare l’esperienza dell’utente, come sottolinea Google.

Resterà tutto invariato – si legge in una nota – anche per quanto riguarda le impostazioni sulla privacy, la modalità di trattamento dei dati e le finalità del trattamento.

Sempre per quanto riguarda il territorio UE, ricordiamo che proprio oggi la nuova normativa europea sul diritto d’autore, conosciuta come Copyright Directive, è stata respinta da 11 paesi, tra cui anche l’Italia. L’Unione Europea ha per questo motivo dovuto sospendere i negoziati e il voto atteso oggi.