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GameStop non è più in vendita, e crolla in borsa

Nessun accordo economico valido, GameStop ha deciso di interrompere la ricerca di aziende interessante ad acquistarla.

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Stando ad un report del Wall Street Journal pubblicato circa un mese fa, GameStop era vicina alla cessione a due società: la Sycamore Partners e la Apollo Global Management. Ma a quanto pare, come fa sapere oggi la stessa catena di videogiochi americana, l’accordo non è stato trovato. Né con le due società di cui sopra né con nessun altro, motivo per cui GameStop ha deciso di interrompere la ricerca di aziende interessante ad acquistarla.

Un portavoce di GameStop ha fatto sapere che tutti i negoziati per trovare un acquirente sono falliti poiché non è arrivata nessuna offerta realmente soddisfacente. Un’uscita che non ha però fatto bene al titolo in borsa: alla notizia che GameStop non cercherà più un acquirente le azioni hanno perso il 21%, al contrario di quando all’annuncio dell’assunzione di Perella Weinburg per gestire la vendita il titolo sali del 16%.

A inizio dicembre, nel suo ultimo rapporto fiscale relativo al terzo trimestre dell’anno, GameStop aveva annunciato di aver registrato perdite nette pari a 488,6 milioni di dollari (4,78 per azione). Il tutto considerando anche la recente vendita di Spring Mobile, una delle società satellite di GameStop, che ha fruttato alla compagnia statunitense 700 milioni di dollari.

Che il digitale stia soppiantando il pacchettizzato mandando in crisi i colossi del mercato retail è ormai un dato di fatto, ma vedere un gigante come GameStop soffrire in questo modo fa decisamente un certo effetto. Situazione instabile anche a livello dirigenziale: la società non trova un CEO definitivo dal maggio scorso. Attualmente il ruolo di CEO ad interim è affidato a Shane Kim, ex dirigente Xbox.