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Apple compra la startup che fa parlare le bambole

Apple ha acquisito PullString, società specializzata nella sintesi vocale, in particolare per i giocattoli: migliorerà probabilmente Siri.

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Apple ha acquisito PullString, una startup specializzata in sintesi vocale, in particolare per i giocattoli. È quanto riferisce TechCrunch, nel sottolineare come alcune fonti vicine all’azienda abbiano confermato l’accordo fra le due società. Il gruppo di Cupertino potrebbe impiegare il know how acquisito per migliorare i propri servizi di assistenza vocale, tra cui Siri.

Così come già accennato, PullString si occupa di sintesi vocale per numerosi device, in particolare giocattoli. Sempre come riferisce TechCrunch, il gruppo ha infatti sviluppato delle tecnologie per il brand Barbie – la bambola più famosa nel mondo – ma anche per Thomas The Tank Engine, entrambi prodotti di Mattel. La startup è stata fondata nel 2011, da un precedente dirigente di Pixar, e negli anni ha raccolto investimenti per 44 milioni di dollari.

Come appare semplice intuire, Apple non sta pianificando un’entrata trionfale nell’universo dei giocattoli, bensì queste tecnologie si rivelano essenziali per i suoi studi sulla sintesi vocale, l’assistenza da remoto e molto altro ancora. Con Siri, l’assistente vocale del gruppo, sempre più pressata dalla competizione con Alexa di Amazon e Assistente Google, appare abbastanza scontato che il gruppo di Cupertino acquisisca delle società che possano aiutarlo a migliorare i propri asset.

Non a caso, Apple sta lavorando senza sosta al miglioramento di Siri, sempre più affidabile sul fronte delle risposte, nonché all’inclusione di nuove funzioni sia per i suoi iDevice che per gli strumenti futuri per la casa. Basti pensare ad HomePod, lo speaker intelligente che potrebbe ben presto diventare l’hub intelligente della casa.

Al momento, il gruppo di Apple Park non ha ufficialmente confermato l’acquisizione, anche se probabilmente non commenterà i propri piani. La società californiana, infatti, non è solita svelare alla stampa la natura delle proprie strategie, né i motivi di eventuali partnership con altre aziende.

Fonte: TechCrunch • Immagine: Pixabay