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Google, consegna coi droni è realtà: FAA approva

Arriva per Wing, azienda di Alphabet che incorpora anche Google, l'approvazione per il trasporto e la consegna di pacchi commerciali in USA con i droni.

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L’Autorità statunitense FAA (Federal Aviaton Administration) ha concesso per la prima volta a Wing, una compagnia del gruppo Alphabet, la holding che possiede Google, la licenza per il trasporto e la consegna di pacchi commerciali, almeno negli USA. L’Autorità è praticamente l’omologa dell’ENAC, che praticamente stabilisce le regole anche riguardo l’utilizzo dei droni: in questo modo Wing può superare la fase sperimentale e passare direttamente all’azione.

Tutto questo arriva dopo diverse dimostrazioni della tecnologia di Wing, che ha effettuato tremila consegne in Australia, all’interno della periferia di Camberra, di pacchetti contenenti medicine e cibo. La compagnia dice di garantire la sicurezza della sua piattaforma, testata con migliaia di consegne di fronte alle porte dei clienti, nei cortili e giardini. Oltre a questo si parla anche della maggiore sostenibilità ecologica delle consegne via cielo, grazie a una minore emissione di CO2, alla potenziale riduzione del traffico e maggiore sicurezza per i pedoni.

Wing diventa quindi il primo operatore di droni ad ottenere l’approvazione del governo americano come compagnia aerea: ha l’autorità legale per consegnare i pacchi ai consumatori. La certificazione è arrivata anche dal Dipartimento dei Trasporti e ora la compagnia prevede di iniziare le consegne di piccoli prodotti ai consumatori in due comunità della Virginia entro pochi mesi.

I droni di Alphabet volano fino a 120 km/h e sono completamente automatizzati. Grazie al software di bordo il drone pattuglia la zona di consegna e individua il luogo adatto per atterrare, tenendo conto anche degli ostacoli, conformazione del terreno, fili elettrici, alberi, ma anche animali e persone. Ha una quota di volo in crociera di 400 piedi, cioè i tipici 120 metri che rispetteranno tutti i droni in Europa con le future regole di EASA. Sono in grado, ovviamente, anche di evitare altri droni.

Il volo del corriere alato è comunque sempre monitorato da un operatore, anche se il drone in sé è automatizzato. Quando si verifica una situazione non prevista emette degli allarmi: a quel punto intervengono gli umani.

Fonte: Wall Street Journal • Immagine: X