Micromobilità, Helbiz commenta le nuove regole

Helbiz, società di monopattini elettrici in sharing, dice che il decreto attuativo del Ministero è il primo passo per la rivoluzione della mobilità.

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La “zona grigia” a livello legislativo nell’utilizzo dei monopattini elettrici e altri mezzi del genere sta per finire, grazie al decreto attuativo del Ministero delle Infrastrtutture e dei Trasporti (MIT). L’utilizzo dei monopattini e dei nuovi mezzi a propulsione elettrica diventa finalmente una realtà anche in Italia. Lo schema delle linee guida elaborate dal Ministero è stato commentato da Helbiz, la prima società che in Italia ha portato i monopattini elettrici in sharing.

Ecco cosa ha detto Salvatore Palella, CEO di Helbiz:

Il decreto attuativo è un buon primo passo per colmare il vuoto normativo che ha finora ostacolato l’utilizzo dei monopattini e dei nuovi mezzi della micromobilità elettrica in Italia, ma la strada da fare è ancora tanta. Sappiamo bene che il percorso istituzionale ha tempi e modi che non coincidono con quelli dell’innovazione, ma crediamo che il Governo non debba fermarsi qui. C’è tutto un settore, che comprende Helbiz ma anche tutti i nostri concorrenti che stanno arrivando in Italia, che ha bisogno di regole chiare e semplici per incentivare un sistema di mobilità che trasformerà radicalmente il tessuto delle nostre città, e con essa gli standard qualitativi dei suoi abitanti.

Gli elementi distintivi della nuova normativa sono racchiusi in 7 articoli e 3 allegati. Qui si definiscono i mezzi autorizzati alla circolazione, i requisiti tecnici e prescrizioni per gli utenti e per le Pubbliche Amministrazioni. Nello schema si parla dei cosiddetti “dispositivi per la micromobilità elettrica”, suddivisi in quattro grandi categorie, cioè monopattini, hoverboard, segway, e monocicli,  ciascuna con specifici requisiti tecnici. Tutti hanno bisogno della presenza di marchiatura CE, ma anche la presenza di segnalatori acustici, luci anteriori bianche (o gialla fissa) e catarifragenti posteriori rossi (o luce fissa) per la circolazione serale. Senza queste accortenze possono essere solo trasportati a mano.

Inoltre proprio i mezzi non autobilanciati come i monopattini possono avere motori elettrici, ma non superiori ai 500W, oltre che di segnalatore acustico. Non possono poi andare più veloci di 20 Km/h: sopra questo limite è necessario infatti un regolatore di velocità.

Anche gli utenti hanno degli obblighi. I nuovi mezzi di micromobilità possono essere condotti solo da maggiorenni o da minorenni provvisti di patente AM sui cosiddetti Ambiti della sperimentazione della circolazione dei dispositivi, che, nel caso dei monopattini, comprendono le piste ciclabili, i percorsi promiscui pedonali e ciclabili, aree pedonali e le zone 30. Per tutti è previsto l’obbligo di giubbotto o bretelle retroriflettenti ad alta visibilità dopo il tramonto del sole e mezz’ora prima del suo sorgere se circolanti su strade che ricadono nella Zona 30 o su pista ciclabile.

Nel documento si leggono poi le indicazioni per le Pubbliche Amministrazioni, per quanto riguarda la segnaletica stradale. Sulle strade autorizzate infatti i Comuni dovranno garantire la conformità della segnaletica alla disposizione del Codice della Strada e del relativo Regolamento da utilizzare all’inizio e alla fine delle zone percorribili. Conclude Palella:

Helbiz è già conforme alle regole dettate dal Ministero, ma intende lavorare di concerto con tutte le istituzioni per migliorare il quadro normativo. In questo senso credo che i nostri dati e l’esperienza accumulata nei primi mesi di operatività dimostrativa su Milano siano una grande risorsa per tutti coloro che vogliono comprendere la portata del fenomeno e accelerarne lo sviluppo. Sia in termini di sicurezza, sia per quanto riguarda gli aspetti di educazione al cittadino.

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