CoinBene, la Germania attacca

I regolatori tedeschi vogliono far luce su CoinBene, una piattforma di criptovaluta che sembra un servizio fantasma, pure hackerato in primavera.

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La piattaforma di scambio di criptovaluta, CoinBene, è finita di nuovo sotto la lente del regolatore tedesco del mercato. Il Bundesanstalt für Finanzdienstleistungsaufsicht (BaFin) ha emesso una nota di avvertimento verso la piattaforma affermando che opera senza il possesso di alcuna licenza. Inoltre, il BaFin sostiene che CoinBene abbia reclutato traders freelance di criptovaluta per eseguire operazioni per proprio conto, un’attività decisamente vietata, non solo in Germania.

CoinBene LTD Germany non è effettivamente registrata presso i servizi commerciali del paese. In Germania, le criptovalute sono tipicamente classificate come “strumenti finanziari” pertanto, la negoziazione delle attività digitali per conto dei clienti dovrebbe avvenire sotto l’autorizzazione della legge bancaria tedesca, la cosiddetta Kreditwesengesetz (KWG).

In passato, CoinBene ha negato di essere operativa o addirittura di pianificare un ufficio in Germania. La domanda allora è: chi sta gestendo la piattaforma nella nazione? L’avvertimento di BaFin non è quindi ingiustificato, anche se chi commercia criptovaluta potrebbe, anche senza licenza e in teoria, effettuare qualsiasi transazione non regolamentata con i soldi dei clienti.

Ad aprile, alcuni membri della comunità crypto ritenevano che CoinBene fosse stata hackerata dopo che grandi volumi di moneta erano stati trasferiti altrove. Tuttavia, il servizio aveva prontamente risposto sostenendo di essere “in manutenzione”. Un mese e 100 milioni di dollari dopo, la piattaforma è rimasta ancora così, in manutenzione, ovvero senza il ritorno dei capitali investiti dai clienti.

A seguito di un’indagine, l’agenzia di analisi CipherTrace ha classificato il “mantenimento” di CoinBene come un hack, affermando di aver scoperto che 105 milioni di dollari in criptovaluta erano stati inviati ad altre piattaforme durante il periodo della presunta violazione (dal 25 al 28 marzo). Con tutti questi elementi, vale la pena procedere con cautela per chiunque abbia un portafoglio online con la società fantasma.

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